«Bello correre qui, ci tornerò in vacanza»
dall’inviato
Ulissi ringrazia la squadra: «Grande lavoro, non era facile» Ackermann: «Una tripletta incredibile, che soddisfazione»
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CAGLIARI. «Dopo tutta questa fatica, mi meriterei di tornare in Sardegna, ma in vacanza». Diego Ulissi raccoglie applausi e complimenti e si lascia finalmente andare.
«Ho preso la maglia già a Sassari alla prima tappa – dice il corridore della Uae Emirates –, ma chiaramente sino a che non porti a termine l’opera non puoi mai rilassarti. Abbiamo lavorato tantissimo con la squadra, anche in quest’ultima tappa hanno dovuto fare uno sforzo supplementare perché ho forato nella seconda parte e mi hanno fatto rientrare prontamente in gruppo. Li ringrazio davvero».
Per Ulissi, che si è messo alle spalle la delusione per non far parte del gruppo di Tokyo, è il momento di godersi la vittoria. «È la seconda volta che corro in Sardegna, la prima volta fu nel 2011 – dice –. È una regione bellissima e pedalare qui mi piace molto, spero di tornarci soprattutto per farci le vacanze...».
La felicità di Pascal Ackermann, al terzo successo in quattro giorni, è incontenibile. «Ero un po’ di malumore per non essere andato al Tour de France – racconta il corridore della Bora Hansgrohe – ma ho continuato ad allenarmi duramente e sono venuto qua con l’idea di fare bene. Sono arrivato in forma e dopo la prima vittoria ci ho creduto ancora di più, con un grande supporto della squadra. Tre vittorie sono una gran cosa, sono davvero contento di come è andata».
Com’è stata quest’ultima tappa? «Per me molto molto dura – dice Ackermann – perché le salite erano impegnative. Abbiamo perso soltanto una trentina di secondi e così siamo potuti rientrare nel gruppo di testa per lo sprint, sempre con un grandissimo lavoro da parte dei miei compagni per fare l’andatura. In più la mia compagna e la mia famiglia erano qui ad attendermi sul traguardo ed ero un po’ teso per questo, ci tenevo tanto a vincere. C’era caldo e c’era ancora una volta vento, ma è andata come meglio non poteva».
A proposito del clima, come valuta questa corsa? «Vengo da due gare importanti corse in italia che mi sono piaciute molto, il Giro e la Tirreno-Adriatico. La Sardegna è stata una bella scoperta – conclude il tedesco – e la conferma che sulle strade italiane si corre davvero bene e con tanto pubblico». (a.si.)
«Ho preso la maglia già a Sassari alla prima tappa – dice il corridore della Uae Emirates –, ma chiaramente sino a che non porti a termine l’opera non puoi mai rilassarti. Abbiamo lavorato tantissimo con la squadra, anche in quest’ultima tappa hanno dovuto fare uno sforzo supplementare perché ho forato nella seconda parte e mi hanno fatto rientrare prontamente in gruppo. Li ringrazio davvero».
Per Ulissi, che si è messo alle spalle la delusione per non far parte del gruppo di Tokyo, è il momento di godersi la vittoria. «È la seconda volta che corro in Sardegna, la prima volta fu nel 2011 – dice –. È una regione bellissima e pedalare qui mi piace molto, spero di tornarci soprattutto per farci le vacanze...».
La felicità di Pascal Ackermann, al terzo successo in quattro giorni, è incontenibile. «Ero un po’ di malumore per non essere andato al Tour de France – racconta il corridore della Bora Hansgrohe – ma ho continuato ad allenarmi duramente e sono venuto qua con l’idea di fare bene. Sono arrivato in forma e dopo la prima vittoria ci ho creduto ancora di più, con un grande supporto della squadra. Tre vittorie sono una gran cosa, sono davvero contento di come è andata».
Com’è stata quest’ultima tappa? «Per me molto molto dura – dice Ackermann – perché le salite erano impegnative. Abbiamo perso soltanto una trentina di secondi e così siamo potuti rientrare nel gruppo di testa per lo sprint, sempre con un grandissimo lavoro da parte dei miei compagni per fare l’andatura. In più la mia compagna e la mia famiglia erano qui ad attendermi sul traguardo ed ero un po’ teso per questo, ci tenevo tanto a vincere. C’era caldo e c’era ancora una volta vento, ma è andata come meglio non poteva».
A proposito del clima, come valuta questa corsa? «Vengo da due gare importanti corse in italia che mi sono piaciute molto, il Giro e la Tirreno-Adriatico. La Sardegna è stata una bella scoperta – conclude il tedesco – e la conferma che sulle strade italiane si corre davvero bene e con tanto pubblico». (a.si.)
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