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Cinque giorni tra sole, vento e tanto tifo

Cinque giorni tra sole, vento e tanto tifo

Applausi e selfie per la Nazionale italiana. E una bottiglia speciale per l’evento

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CAGLIARI. Cinque tappe, 860 chilometri percorsi, 21 squadre e quasi 150 corridori, un esercito di almeno 3mila persone coinvolte a vario titolo, dai meccanici agli staff, dai vigili e i volontari di ognuno dei quasi 250 comuni coinvolti impegnati sul percorso, all’imponente macchina organizzativa che predispone arrivi e partenze e si sposta continuamente.

Il pubblico. Bagni di folla inattesi e qualche occasione lasciata per strada. In generale, la Settimana ciclistica della Sardegna ha attirato tantissimi appassionati, turisti compresi. Buona l’accoglienza alla partenza da Alghero, ottime le risposte di Sassari e Oristano. Più tiepida l’accoglienza di Cagliari: sul traguardo di viale Diaz non si sono viste folle oceaniche, anche se lungo il percorso i corridori hanno trovato tanto pubblico. Sorprendente il numero di persone che hanno raggiunto in auto o in bici, zone sperdute per vedere un Gran premio della Montagna o un passaggio particolarmente spettacolare.

Una bottiglia speciale. Dai palchi delle premiazioni del Giro d’Italia, a quelli della settimana isolana. Lo spumante Astoria, che da un decennio lega il suo nome alla corsa rosa, è atterrato in Sardegna con un’etichetta speciale per questo evento. «Siamo presenti sul mercato regionale – spiega il direttore marketing, Enrico Zanardo – ma associare il nostro marchio a una corsa ciclistica bella come questa era un’occasione da non perdere». Salute.

In trasferta. Anche molti vacanzieri, come detto, hanno approfittato del passaggio dei corridori per attenderli sulle strade, rinunciando a qualche bagno.

Gli azzurri. Tra i più applauditi e fotografati. La Nazionale italiana di Davide Cassani, con pezzi grossi come Viviani, Ganna e Moscon, è venuta in Sardgna per rifinire la preparazione in vista di Tokyo. In bocca al lupo.

Dmitrij dixit. «Una bella corsa, combattuta e con un percorso impegnativo. Un difetto?Mancava qualche salita vicino al traguardo, ma per i nostri corridori è stato un buon banco di prova». Così Dmitrij Konyšev, 4 vittorie di tappa al Giro e 4 al Tour negli anni Novanta, oggi direttore sportivo della Gazprom. (a.si.)



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