Zara protesta: «Il titolo è mio Picardi lo terrà solo in prestito»
di Gianni Bazzoni
Amarezza per il verdetto dubbio che ha privato il pugile sardo della cintura tricolore dei pesi gallo Interrogativi anche sulla sicurezza: il ring di Stintino era scivoloso a causa dell’intensa umidità
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SASSARI. Amarezza e rabbia per il sogno svanito di un soffio, un traguardo inseguito da quasi due anni e che ha richiesto sacrifici e sofferenze, una lunga preparazione. C’è andato molto vicino Cristian Zara alla conquista del titolo italiano dei pesi gallo e ci vorranno ancora dei giorni per metabolizzare una sconfitta che lui, in realtà, non ha visto. E fa fatica ad accettare. La cintura è rimasta nelle mani del campione Vincenzo Picardi, “Bronzeman”, un pugile di grande esperienza che ha fatto valere pienamente per avere ragione di stretta misura di un ottimo Cristian Zara in un match equilibratissimo.
«É vero, sono molto amareggiato. Il punteggio secondo me doveva essere diverso, la vittoria era mia e non di Vincenzo Picardi – dice Zara –. Non so perchè giudici e arbitro si siano espressi a favore del campione in carica, non so perchè l’hanno vista così. C’era una situazione impossibile, sul ring si scivolava a causa dell’umidità e le condizioni erano proibitive. Una precarietà assoluta che non mi ha permesso di esprimere al meglio tutto il mio potenziale». Ma Cristian Zara non è certo uno che molla facilmente, la sua corsa è appena cominciata e sa bene che spesso da grandi sconfitte nascono grandi vittorie.
«Sono pronto a ripartire, vado avanti determinato più che mai. Ringrazio solamente me stesso per ogni sacrificio, ogni giorno in palestra che trascorro. E solo chi vive la mia preparazione sa quanto sia dura e impegnativa. La cintura gli è stata solo lasciata in prestito a Picardi. E presto sarà mia». Un po’ di amarezza anche nelle parole di Maurizio Muretti, il maestro di Zara e protagonista dell’organizzazione della manifestazione del titolo italiano che si è svolto a Stintino. «Come tecnico non posso recriminare nulla, non ho niente da rimproverare a Cristian – afferma Muretti – . Lui ha dato il massimo è stato un vero guerriero, purtroppo lo strumento principale della gara, il ring non era in condizioni idonee per far svolgere una gara di questo livello. Era come combattere con i pattini ai piedi e non le scarpe. Peccato, perchè Zara non ha potuto fare la sua boxe. Per il resto sono soddisfatto: ho messo in piedi insieme al promoter Loreni una manifestazione pugilistica che mancava da un po’ di tempo nel Sassarese. E come dice Cristian, il titolo è solo in prestito. A breve sarà nostro!»
Dieci riprese intense, senza mai risparmiarsi, cadute e scivolate come se fosse in corso una partita di calcetto saponato. Forse il supervisore della Federazione qualcosa poteva farla, perchè l’elemento ring-sicurezza era fondamentale. Invece si è andati avanti così con gli “asciugatori” ma senza migliorare la situazione. La nota lieta della serata è il ritorno sul ring con una sofferta vittoria di Andrea Aroni dopo una lunga assenza per infortunio. Per Zara l’appuntamento con la cintura tricolore è solo rinviato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«É vero, sono molto amareggiato. Il punteggio secondo me doveva essere diverso, la vittoria era mia e non di Vincenzo Picardi – dice Zara –. Non so perchè giudici e arbitro si siano espressi a favore del campione in carica, non so perchè l’hanno vista così. C’era una situazione impossibile, sul ring si scivolava a causa dell’umidità e le condizioni erano proibitive. Una precarietà assoluta che non mi ha permesso di esprimere al meglio tutto il mio potenziale». Ma Cristian Zara non è certo uno che molla facilmente, la sua corsa è appena cominciata e sa bene che spesso da grandi sconfitte nascono grandi vittorie.
«Sono pronto a ripartire, vado avanti determinato più che mai. Ringrazio solamente me stesso per ogni sacrificio, ogni giorno in palestra che trascorro. E solo chi vive la mia preparazione sa quanto sia dura e impegnativa. La cintura gli è stata solo lasciata in prestito a Picardi. E presto sarà mia». Un po’ di amarezza anche nelle parole di Maurizio Muretti, il maestro di Zara e protagonista dell’organizzazione della manifestazione del titolo italiano che si è svolto a Stintino. «Come tecnico non posso recriminare nulla, non ho niente da rimproverare a Cristian – afferma Muretti – . Lui ha dato il massimo è stato un vero guerriero, purtroppo lo strumento principale della gara, il ring non era in condizioni idonee per far svolgere una gara di questo livello. Era come combattere con i pattini ai piedi e non le scarpe. Peccato, perchè Zara non ha potuto fare la sua boxe. Per il resto sono soddisfatto: ho messo in piedi insieme al promoter Loreni una manifestazione pugilistica che mancava da un po’ di tempo nel Sassarese. E come dice Cristian, il titolo è solo in prestito. A breve sarà nostro!»
Dieci riprese intense, senza mai risparmiarsi, cadute e scivolate come se fosse in corso una partita di calcetto saponato. Forse il supervisore della Federazione qualcosa poteva farla, perchè l’elemento ring-sicurezza era fondamentale. Invece si è andati avanti così con gli “asciugatori” ma senza migliorare la situazione. La nota lieta della serata è il ritorno sul ring con una sofferta vittoria di Andrea Aroni dopo una lunga assenza per infortunio. Per Zara l’appuntamento con la cintura tricolore è solo rinviato.
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