Jakobsen si lascia alle spalle ogni paura
Il danese vince la 4ª tappa della Vuelta a un anno dalla caduta in cui rischiò di morire. Aru col gruppo
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. Trionfo a braccia alzate un anno dopo l’incidente che gli era quasi costato la vita. Alla Vuelta è stata la giornata dell’olandese Fabio Jakobsen, della Deceuninck, che ha vinto in volata la quarta tappa della corsa spagnola, la Burgo de Osma-Molina de Aragon di 163 chilometri.
Per Jakobsen, 24 anni, si tratta di una vittoria che rappresenta un punto di svolta: lo scorso anno al Giro di Polonia il corridore olandese aveva rischiato la vita in un incidente in volata con Groenewegen: tragedia sfiorata, una lunga riabilitazione e poi il ritorno in sella. Jakobsen era già tornato al successo, ma quella di ieri è stata la prima vittoria in un grande giro dopo quell’episodio.
Tornando alla tappa di ieri, la frazione si è conclusa come previsto con uno sprint generale. Al secondo posto si è piazzato il francese Arnaud Demare, terzo il danese Magnus Cort e, quarto Alberto Dainese. Niente da fare per Sacha Modolo (Alpecin-Fenix), che ha ha provato un’azione di forza per anticipare lo sprint ma è stato immediatamente risucchiato dal gruppo.
La maglia rossa di leader della classifica generale resta sulle spalle dell'estone Rein Taaramae, nonostante una caduta senza conseguenze a circa due chilometri dal traguardo.
Fabio Aru, arrivato intorno alla cinquantesima posizione, nel gruppo, resta 13° nella gratuatoria generale a 1’14”.
Oggi la quinta tappa: 184,4 chilometri da Tarancòn ad Albacete, adatta ai velocisti. Domani si torna a correre in salita.
Per Jakobsen, 24 anni, si tratta di una vittoria che rappresenta un punto di svolta: lo scorso anno al Giro di Polonia il corridore olandese aveva rischiato la vita in un incidente in volata con Groenewegen: tragedia sfiorata, una lunga riabilitazione e poi il ritorno in sella. Jakobsen era già tornato al successo, ma quella di ieri è stata la prima vittoria in un grande giro dopo quell’episodio.
Tornando alla tappa di ieri, la frazione si è conclusa come previsto con uno sprint generale. Al secondo posto si è piazzato il francese Arnaud Demare, terzo il danese Magnus Cort e, quarto Alberto Dainese. Niente da fare per Sacha Modolo (Alpecin-Fenix), che ha ha provato un’azione di forza per anticipare lo sprint ma è stato immediatamente risucchiato dal gruppo.
La maglia rossa di leader della classifica generale resta sulle spalle dell'estone Rein Taaramae, nonostante una caduta senza conseguenze a circa due chilometri dal traguardo.
Fabio Aru, arrivato intorno alla cinquantesima posizione, nel gruppo, resta 13° nella gratuatoria generale a 1’14”.
Oggi la quinta tappa: 184,4 chilometri da Tarancòn ad Albacete, adatta ai velocisti. Domani si torna a correre in salita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
