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«Passione ed esperienza al servizio dei giovani»

di Roberto Sanna
«Passione ed esperienza al servizio dei giovani»

Tennis, Linda Ferrando torna a Sassari come direttore tecnico dell’Accademia «Ho giocato in tutto il mondo, ora sono felice di mettermi a disposizione»

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SASSARI. Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Le parole di una famosa hit degli anni Novanta firmata da Antonello Venditti potrebbero fare da colonna sonora al ritorno in pianta stabile a Sassari di Linda Ferrando, che dopo aver cominciato la sua fortunata carriera professionistica sui campi della Torres con Mino Piu, ritorna in città a lavorare col suo vecchio maestro che nel frattempo ha fondato l’Accademia Tennis.

Una scelta di cuore, visto che non aveva mai abbandonato del tutto la Sardegna, ritornando più volte nel corso degli anni. E adesso che la sua carriera da allenatrice è arrivata a una sorta di bivio, si ritroverà nuovamente in questa isola «per la quale, notoriamente, ho una grande passione – scherza –. Mi piace l’idea di lavorare all’Accademia, un circolo che col raddoppio dei campi ha fatto decisamente un salto di qualità. Mi piace anche l’idea che sia un circolo nel quale ci siano tanti bambini e il nostro obiettivo è quello di farli crescere bene». Linda Ferrando (che è genovese di nascita e per qualche anno ha vissuto a Sassari seguendo il lavoro del padre) partendo dai campi in terra rossa della Torres, si è costruita una solida carriera da professionista arrivando a essere la numero uno in Italia e scalando il ranking mondiale fino alla posizione numero 33 nel 1993. Anni nei quali il tennis viveva un periodo di grande splendore e il circuito strabordava di talento con atlete come Steffi Graf, Monica Seles, Jennifer Capriati e Gabriela Sabatini. E in un contesto così difficile la Ferrando si è tolta diverse soddisfazioni come quelle di partecipare ai tornei dello Slam arrivando fino al quarto turno nel 1990 a Flushing Meadows, quando in una partita passata alla storia sconfisse l’emergente Monica Seles, che arrivava agli Us Open sull’onda di una striscia di oltre 40 vittorie consecutive.

Conclusa la carriera in campo, Linda Ferrando ha intrapreso quella di allenatrice e negli ultimi anni ha portato la sua esperienza e la sua sapienza tennistica nella sua Liguria, a Rapallo. Poi la scorsa primavera il contatto con Mino Piu e la decisione di trasferirsi ancora a Sassari: «Gli ho detto “Ho iniziato con te, voglio finire con te” – racconta –. L’ho conosciuto che ero bambina e ho un ricordo meraviglioso di quegli anni, è stato facile fare questa scelta. A Sassari c’è un bel movimento, tanti buoni giocatori, credo si possa lavorare bene. E soprattutto è un buon momento per il nostro sport in generale: il tennis è stato in qualche modo favorito dalle restrizioni per il covid e tanti bambini si sono avvicinati a questa disciplina, in più ci sono tanti tennisti italiani, ultima in ordine di tempo Camila Giorgi, che stanno ottenendo grandi risultati». Il suo programma è semplice: «La tecnica sono in grado di insegnarla un po’ tutti – dice –, io di mio cerco di trasmettere l’esperienza che ho accumulato in tanti anni in giro per il mondo. Ed è fondamentale fare appassionare i bambini, farli divertire: all’inizio è un gioco, non bisogna esagerare, le cose vanno fatte per gradi. Rispetto ai miei tempi c’è anche il vantaggio di poter vedere tantissimo tennis in tv e dico sempre ai ragazzi di guardare partite il più possibile. Credo proprio che Supertennis, il canale tematico della Fit, abbia avuto un ruolo importante nella crescita di questa disciplina in Italia. I modelli da dare ai miei allievi? Tra le donne una dei miei tempi, Steffi Graf, ma forse è un po’ lontana e quindi diciamo anche le Williams e la Sharapova. Tra gli uomini non ho dubbi: Roger Federer».

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