«Una medaglia che ripaga dei tanti sacrifici»
Stefano Porcu, cagliaritano, ct della paracanoa, racconta le emozioni per il bronzo di Mancarella
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. C'è anche un po' di Sardegna nella medaglia di bronzo conquistata alle Paraolimpiadi di Tokyo dal canoista Federico Mancarella. Il 28enne bolognese compone la squadra azzurra di paracanoa allenata dal sardo Stefano Porcu che, dopo essere rimasto a secco a Rio 2016, ha potuto gioire per il primo podio conquistato dai suoi ragazzi.
Cagliaritano, 55 anni, fisioterapista, ex canoista cresciuto nel Cus Cagliari dove ha iniziato a pagaiare per poi passare alla sezione della Lega Navale di Su Siccu, Porcu ha finalmente rotto il ghiaccio alla sua seconda Paraolimpiade conquistando un medaglia storica.
«È stata una medaglia sofferta, perché Federico ha gareggiato nella categoria più difficile, dove c'erano tanti atleti che ambivano al podio - dice il coach della nazionale azzurra di paracanoa -. Ha passato a Cagliari dei periodi di allenamento, lasciando il lavoro per poter seguire il progetto paralimpico ma il sacrifico è stato ripagato. E' la prima medaglia anche per me come tecnico, è un momento di grande felicità. Ora , dopo la bella impresa di Federico, attendiamo la gara di Eleonora De Paolis, in gara con la canoa polinesiana».
Federico Mancarella ha gareggiato nel KL2 200 maschile, giungendo terzo al traguardo nella finale in 42”574, a 1”148 dall’oro dell’australiano Curtis McGrath. Una gara al fotofinish, quella dell'azzurro, che ha chiuso la gara ad appena 71 millesimi dall'ucraino Mykola Syniuk, vincitore della medaglia d'argento.
«Federico è passato attraverso la semifinale dalla batteria non entrando subito in finale - aggiunge il ct Stefano Porcu - , si è qualificato comunque alla semifinale per poi accedere alla finale. Ha mostrato la sua caparbietà, governando bene in tutti e tre percorsi della gara. E 'stato davvero bravo e la medaglia se la merita tutta». Sergio Casano
Cagliaritano, 55 anni, fisioterapista, ex canoista cresciuto nel Cus Cagliari dove ha iniziato a pagaiare per poi passare alla sezione della Lega Navale di Su Siccu, Porcu ha finalmente rotto il ghiaccio alla sua seconda Paraolimpiade conquistando un medaglia storica.
«È stata una medaglia sofferta, perché Federico ha gareggiato nella categoria più difficile, dove c'erano tanti atleti che ambivano al podio - dice il coach della nazionale azzurra di paracanoa -. Ha passato a Cagliari dei periodi di allenamento, lasciando il lavoro per poter seguire il progetto paralimpico ma il sacrifico è stato ripagato. E' la prima medaglia anche per me come tecnico, è un momento di grande felicità. Ora , dopo la bella impresa di Federico, attendiamo la gara di Eleonora De Paolis, in gara con la canoa polinesiana».
Federico Mancarella ha gareggiato nel KL2 200 maschile, giungendo terzo al traguardo nella finale in 42”574, a 1”148 dall’oro dell’australiano Curtis McGrath. Una gara al fotofinish, quella dell'azzurro, che ha chiuso la gara ad appena 71 millesimi dall'ucraino Mykola Syniuk, vincitore della medaglia d'argento.
«Federico è passato attraverso la semifinale dalla batteria non entrando subito in finale - aggiunge il ct Stefano Porcu - , si è qualificato comunque alla semifinale per poi accedere alla finale. Ha mostrato la sua caparbietà, governando bene in tutti e tre percorsi della gara. E 'stato davvero bravo e la medaglia se la merita tutta». Sergio Casano
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
