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Fabio Aru lascia con il sorriso: «Sono felice»

Fabio Aru lascia con il sorriso: «Sono felice»

Ciclismo, il corridore di Villacidro si ritira dopo l’ultima tappa della Vuelta. La maglia rossa è di Roglic

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SANTIAGO DE COMPOSTELA. Gracias campeón. L’omaggio finale della Vuelta a lui tanto cara, sul palco di Santiago de Compostela, la bandiera dei Quattro mori fatta sventolare mentre il teram lo abbraccia, lui che lascia cadere la bici, un po’ per distrazione, un po’ come segnale finale di un distacco annunciato.

Sono gli ultimi flash della carriera da corridore di Fabio Aru, che ieri ha portato a termine la cronometro valida come 21ª tappa della Vuelta e, come annunciato all’inizio della competizione spagnola, si è ritirato dalle corse all’età di 31 anni.

Il corridore di Villacidro, che ha vestito le maglie da leader delle tre principlali corse a tappe (la gialla del Tour de France, la rosa del Giro d’Italia, la rossa della Vuelta a España) ha vissuto il periodo migliore della sua carriera tra il 2014 e il 2017. Ma dopo il terzo posto nel 2014 e il secondo al Giro 2015, dopo la vittoria alla Vuelta 2015 e l’impresa da leggenda in maglia tricolore al Tour 2017 a a La Planche des Belles Filles, il suo percorso si è fatto sempre più in salita e non sono arrivate altre soddisfazioni.

«Ho attraversato un periodo molto difficile anche in questa Vuelta – ha detto Aru –. Un grande ringraziamento al team per avermi aiutato a superarlo. In questi ultimi giorni mi è davvero piaciuto il solo poter dare il massimo. Essere davanti, lottare. Il supporto che ho avuto è stato speciale, ho ricevuto tante belle parole e ringrazio tutti. Certamente, avrò bisogno di alcuni giorni per capire completamente il cambiamento che sto vivendo, quindi è difficile dire ora come mi sento in questo mio ultimo giorno da professionista, ma sono contento di essere qui ora e sono felice».

Per quanto riguarda la Vuelta, ieri è arrivato il terzo trionfo consecutivo per Primoz Roglic. Lo sloveno ha vinto l’edizione del 2021 aggiudicandosi anche la 21ª e ultima tappa, una cronometro individuale (specialità in cui ha vinto l'oro olimpico a Tokyo) di 33,8 km da Padron a Santiago de Compostela in chi ha preceduto di 14” il danese Magnus Cort Nielsen. Nella classifica generale finale Roglic si è imposto con 4’42” sullo spagnolo Enric Mas, secondo, e 7’40” sull'australiano Jack Haig, terzo. Sesto a 13’27” il colombiano Egan Bernal, vincitore dell'ultimo Giro d'Italia. Migliore degli italiani è stato Damiano Caruso, 17° a 1h05’31” dalla maglia rossa. Fabio Aru si è piazzato al 51° posto finale a 2h49’04” da Roglic.

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