L’Italia punta la Lituania, vietati altri passi falsi
Gli azzurri di Mancini sono chiamati al riscatto, serve una vittoria per i Mondiali Ieri Immobile e Zaniolo non si sono allenati. In ascesa le quotazioni di Raspadori
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REGGIO EMILIA. Vincere per spazzare via le critiche e allontanare il rischio di non qualificarsi ai Mondiali dell'anno prossimo in Qatar (evitando di complicare tutto e doversi aggrappare all'ultima spiaggia della Uefa Nations League). È l'unica strada che può percorrere la Nazionale che stasera alle 20,45 (diretta su Rai 1) al Mapei Stadium di Reggio Emilia affronta la Lituania fanalino di coda con zero punti nel girone C.
Per evitare brutte figure con quella che sarebbe un'onta, ossìa non partecipare - da Campioni d'Europa in carica - al prossimo mondiale occorre allungare al primo posto in classifica (l'Italia ora ha 11 punti) per poi giocarsi tutto con la Svizzera (che ha 7 punti, ma due gare in meno rispetto agli Azzurri). Dopo i deludenti pareggi contro gli elvetici domenica e contro la Bulgaria giovedì scorso, la Nazionale è chiamata al riscatto.
Un po’ di pressione la si avverte, ma il ct Roberto Mancini smorza i toni, fa quadrato e difende i suoi. In particolare Ciro Immobile, il primo ad essere finito sul banco degli imputati per la scarsa vena realizzativa con la maglia azzurra, a differenza di quando indossa quella celeste della Lazio. «Mi sembra di essere tornati a Mario Balotelli... – ha risposto il commissario tecnico all'ennesima domanda sull'attaccante napoletano –. Ciro è sempre stato titolare, ci sono momenti per un centravanti in cui la palla non entra. Ma bisogna stare tranquilli. Magari al mondiale fa 8 gol, vince la classifica cannonieri e noi vinciamo il mondiale...». Poi allarga lo scudo: «Abbiamo le spalle grosse per sopportare le critiche. Questi giocatori hanno anni di esperienza. Non sono preoccupato, dobbiamo stare tranquilli e ricordarci di quelli che siamo. Psicologicamente stiamo benissimo, abbiamo vinto gli Europei e nessuno, compresi i miei migliori amici, ci credevano». Il Mancio dovrà comunque mettere in piedi una formazione non facile. Perché deve fare i conti con diffidati pesanti (Chiellini e Barella soprattutto, rischiando di non averli per la sfida che potrebbe essere decisiva contro la Svizzera il 12 novembre), ma anche con le gambe pesanti di chi ha giocato entrambe le gare con elvetici e Bulgaria. Inoltre proprio Immobile ieri non si è allenato per un affaticamento muscolare, così come Zaniolo. Out anche Verratti e Pellegrini, tornati a casa. Ecco che Mancini potrebbe affidarsi in difesa alla coppia centrale Bastoni-Acerbi, mentre il trio di centrocampo potrebbe essere composto da Sensi e Pessina e Locatelli. In attacco la grande incognita, anche se sono in ascesa le quotazioni di Raspadori. Difficile che ci si possa affidare a Scamacca (unica punta di peso a disposizione oltre Immobile) che si troverebbe a debuttare in una gara scomoda.
Intanto Lorenzo Insigne suona la carica: «Dobbiamo stare tranquilli, è la nostra forza. Domani (oggi, ndr) faremo di sicuro una grande prestazione e faremo gol».
Per evitare brutte figure con quella che sarebbe un'onta, ossìa non partecipare - da Campioni d'Europa in carica - al prossimo mondiale occorre allungare al primo posto in classifica (l'Italia ora ha 11 punti) per poi giocarsi tutto con la Svizzera (che ha 7 punti, ma due gare in meno rispetto agli Azzurri). Dopo i deludenti pareggi contro gli elvetici domenica e contro la Bulgaria giovedì scorso, la Nazionale è chiamata al riscatto.
Un po’ di pressione la si avverte, ma il ct Roberto Mancini smorza i toni, fa quadrato e difende i suoi. In particolare Ciro Immobile, il primo ad essere finito sul banco degli imputati per la scarsa vena realizzativa con la maglia azzurra, a differenza di quando indossa quella celeste della Lazio. «Mi sembra di essere tornati a Mario Balotelli... – ha risposto il commissario tecnico all'ennesima domanda sull'attaccante napoletano –. Ciro è sempre stato titolare, ci sono momenti per un centravanti in cui la palla non entra. Ma bisogna stare tranquilli. Magari al mondiale fa 8 gol, vince la classifica cannonieri e noi vinciamo il mondiale...». Poi allarga lo scudo: «Abbiamo le spalle grosse per sopportare le critiche. Questi giocatori hanno anni di esperienza. Non sono preoccupato, dobbiamo stare tranquilli e ricordarci di quelli che siamo. Psicologicamente stiamo benissimo, abbiamo vinto gli Europei e nessuno, compresi i miei migliori amici, ci credevano». Il Mancio dovrà comunque mettere in piedi una formazione non facile. Perché deve fare i conti con diffidati pesanti (Chiellini e Barella soprattutto, rischiando di non averli per la sfida che potrebbe essere decisiva contro la Svizzera il 12 novembre), ma anche con le gambe pesanti di chi ha giocato entrambe le gare con elvetici e Bulgaria. Inoltre proprio Immobile ieri non si è allenato per un affaticamento muscolare, così come Zaniolo. Out anche Verratti e Pellegrini, tornati a casa. Ecco che Mancini potrebbe affidarsi in difesa alla coppia centrale Bastoni-Acerbi, mentre il trio di centrocampo potrebbe essere composto da Sensi e Pessina e Locatelli. In attacco la grande incognita, anche se sono in ascesa le quotazioni di Raspadori. Difficile che ci si possa affidare a Scamacca (unica punta di peso a disposizione oltre Immobile) che si troverebbe a debuttare in una gara scomoda.
Intanto Lorenzo Insigne suona la carica: «Dobbiamo stare tranquilli, è la nostra forza. Domani (oggi, ndr) faremo di sicuro una grande prestazione e faremo gol».
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