Che bel Cagliari, la Lazio arranca
di Roberto Muretto
I rossoblù sfiorano il colpaccio all’Olimpico. Joao Pedro e Keita Baldè a segno nella ripresa
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INVIATO A ROMA. Mazzarri ha perso qualche chilo ieri sera. Ma alla fine il tecnico livornese può essere contento. Voleva avere dai suoi giocatori una risposta di carattere ed è stato accontentato. Ci hanno messo il cuore, l'anima e anche qualcosa di più. Il Cagliari è andato così vicinissimo a fare il colpaccio a casa della Lazio. Ma il pareggio è oro colato perchè fa crescere l'autostima di una squadra che nelle prime tre giornate aveva peccato proprio sotto questo aspetto. Cambiando il modulo, si è passati al 4-4-2, il nuovo tecnico ha dato più equilibrio, il campo è stato coperto meglio e le corsie sfruttate dalla velocità di Nandez e Dalbert. Joao Pedro e Keita hanno messo la firma sui due gol, entrambi confezionati con giocate da manuale del calcio. Il campionato dei rossoblù riparte dall'Olimpico ma c'è poco tempo per fare festa. Dopodomani si torna in campo perchè arriva l'Empoli.
Walter cambia. Il Cagliari si schiera col 4-4-2. Mazzarri decide per una formazione prudente. Inserisce Dalbert alto a sinistra davanti a Lykogiannis, mentre Nandez è il "padrone" della corsia destra, supportato dal connazionale Caceres. Il compagno di reparto di Joao Pedro è Keita Baldè. Pavoletti c'è ma parte dalla panchina dopo una settimana tribolata. Sarri (ieri in tribuna per squalifica, sostituito da Martusciello) risponde col tridente formato da Pedro, Immobile e Felipe Anderson.
Lazzari basso a destra, ma in realtà fa l'ala, Leiva in mezzo con ai fianchi Milinkovic e Luis Alberto.
Lazio all'assalto. Mazzarri ci mette appena 2' a togliersi la giacca e restare in maglietta. Vede subito la sua squadra soffrire contro un avversario che parte con le marce alte. Troppi gli errori dei rossoblù quando conquistano il pallone. Vero che i biancocelesti aggrediscono, ma c'è poco movimento e nessuno si propone per ricevere. Così ci si affida a lanci lunghi che facilitano il compito della formazione di casa. Il Cagliari, però, va per primo vicino al gol: con Keità Baldè, ex della gara, e dopo con Nandez. Due ghiotte occasioni che meritavano sorte migliore. La sensazione è che i Quattro Mori se fossero più convinti in alcune situazioni, potrebbero fare male a una difesa che se attaccata va in difficoltà. Lazzari gioca alto e da quella parte spesso la squadra di casa è scoperta.
Colpo basso. Il gol della Lazio arriva quando meno te lo aspetti. Lo realizza di testa Immobile, che fino a quel momento non si era mai visto. Una disattenzione della difesa che lascia solo il bomber in mezzo all'area. Per lui è fin troppo facile colpire e metterla nell'angolino dove Cragno non può arrivare. Un peccato perchè la squadra di Mazzarri sembrava aver preso le misure ad un avversario che stava cominciando a innervosirsi e commettere errori.
Pronti? Gol. Sono passati appena 25” quando Joao Pedro lascia sul posto Leiva, scambia con Marin e trafigge Reina con un pallonetto di testa. Un gol che ammutolisce lo stadio. I tifosi quasi non si rendono conto di quanto successo. E' il quarto gol del brasiliano in questa stagione. Mazzarri inserisce Walukiewicz e Zappa per Dalbert e Caceres. Carboni si sposta a sinistra, Lykogiannis si alza sulla stessa corsia, mentre Zappa fa l'esterno destro basso. Il Cagliari prende coraggio, riparte con più frequenza e si avvicina pericolosamente alla porta di Reina (palo esterno di Nandez). I rossoblù sfruttano il momento favorevole e passano ancora con Keita, ma il protagonista dell'azione è ancora Joao Pedro. Nella Lazio dentro Zaccagni e Cataldi per Pedro e Leiva.
Assalto 2. Il Cagliari commette l'errore di chiudersi troppo indietro, la Lazio prende campo e trova il pareggio con Cataldi. Il pubblico spinge, i rossoblù sono costretti a difendersi ad oltranza. Nel finale viene espulso Zappa per doppio giallo, ma il bunker davanti a Cragno regge. E' un punto che vale oro, che dà fiducia a una squadra che ne aveva bisogno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Walter cambia. Il Cagliari si schiera col 4-4-2. Mazzarri decide per una formazione prudente. Inserisce Dalbert alto a sinistra davanti a Lykogiannis, mentre Nandez è il "padrone" della corsia destra, supportato dal connazionale Caceres. Il compagno di reparto di Joao Pedro è Keita Baldè. Pavoletti c'è ma parte dalla panchina dopo una settimana tribolata. Sarri (ieri in tribuna per squalifica, sostituito da Martusciello) risponde col tridente formato da Pedro, Immobile e Felipe Anderson.
Lazzari basso a destra, ma in realtà fa l'ala, Leiva in mezzo con ai fianchi Milinkovic e Luis Alberto.
Lazio all'assalto. Mazzarri ci mette appena 2' a togliersi la giacca e restare in maglietta. Vede subito la sua squadra soffrire contro un avversario che parte con le marce alte. Troppi gli errori dei rossoblù quando conquistano il pallone. Vero che i biancocelesti aggrediscono, ma c'è poco movimento e nessuno si propone per ricevere. Così ci si affida a lanci lunghi che facilitano il compito della formazione di casa. Il Cagliari, però, va per primo vicino al gol: con Keità Baldè, ex della gara, e dopo con Nandez. Due ghiotte occasioni che meritavano sorte migliore. La sensazione è che i Quattro Mori se fossero più convinti in alcune situazioni, potrebbero fare male a una difesa che se attaccata va in difficoltà. Lazzari gioca alto e da quella parte spesso la squadra di casa è scoperta.
Colpo basso. Il gol della Lazio arriva quando meno te lo aspetti. Lo realizza di testa Immobile, che fino a quel momento non si era mai visto. Una disattenzione della difesa che lascia solo il bomber in mezzo all'area. Per lui è fin troppo facile colpire e metterla nell'angolino dove Cragno non può arrivare. Un peccato perchè la squadra di Mazzarri sembrava aver preso le misure ad un avversario che stava cominciando a innervosirsi e commettere errori.
Pronti? Gol. Sono passati appena 25” quando Joao Pedro lascia sul posto Leiva, scambia con Marin e trafigge Reina con un pallonetto di testa. Un gol che ammutolisce lo stadio. I tifosi quasi non si rendono conto di quanto successo. E' il quarto gol del brasiliano in questa stagione. Mazzarri inserisce Walukiewicz e Zappa per Dalbert e Caceres. Carboni si sposta a sinistra, Lykogiannis si alza sulla stessa corsia, mentre Zappa fa l'esterno destro basso. Il Cagliari prende coraggio, riparte con più frequenza e si avvicina pericolosamente alla porta di Reina (palo esterno di Nandez). I rossoblù sfruttano il momento favorevole e passano ancora con Keita, ma il protagonista dell'azione è ancora Joao Pedro. Nella Lazio dentro Zaccagni e Cataldi per Pedro e Leiva.
Assalto 2. Il Cagliari commette l'errore di chiudersi troppo indietro, la Lazio prende campo e trova il pareggio con Cataldi. Il pubblico spinge, i rossoblù sono costretti a difendersi ad oltranza. Nel finale viene espulso Zappa per doppio giallo, ma il bunker davanti a Cragno regge. E' un punto che vale oro, che dà fiducia a una squadra che ne aveva bisogno.
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