il pubblico
File, applausi e cori, bentornati tifosi
PalaSerradimigni aperto al 35% ed è già tutta un’altra cosa
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SASSARI. Una fila lunga dal cancello d’ingresso sino a metà di piazzale Segni e un’attesa di oltre venti minuti: niente, a confronto con l’astinenza da Dinamo che si è protratta per mesi. La prima giornata di campionato ha visto finalmente la riapertura del PalaSerradimigni, anche se ancora per appena il 35% della capienza. Poco più di 1500 spettatori, ma un nuovo inizio che fa ben sperare.
Sugli spalti, accoglienza affettuosa tra storici compagni di gradinata, che si salutano con un “bentornato” reciproco.
Poi, nonostante la capienza ridotta, è un po’ tutto come prima: l’emozione alla presentazione della nuova Dinamo, gli applausi scroscianti per i nuovi e i vecchi e l’ovazione per il ritorno di David Logan. Ci sono applausi anche per Ario Costa, leggenda della Vuelle e del basket italiano, che proprio ieri ha compiuto 60 anni, e poi ci sono occhi solo per quello che accade sul parquet.
Il settore C basso è deserto, la parte superiore invece è piena zeppa ed è da lì che dopo 4’30” di gioco viene lanciato il primo “tutto il palazzetto”. “Forza Dinamo”, rispondono a gran voce gli altri settori, e il battimani fa rivivere per qualche istante le “antiche” sensazioni da tutto esaurito. Il finale punto a punto è quello tipico “da PalaSerradimigni”. Millecinquecento ugole e tremila mani danno al Banco la spinta che serve per spuntarla all’ultima curva. Poi il giro di campo dei giocatori e l’appuntamento alla prossima partita.
C’è ancora da riempire il restante 65% del palazzetto, ma rispetto al silenzio assordante dello scorso anno è già tutta un’altra cosa. (a.si.)
Sugli spalti, accoglienza affettuosa tra storici compagni di gradinata, che si salutano con un “bentornato” reciproco.
Poi, nonostante la capienza ridotta, è un po’ tutto come prima: l’emozione alla presentazione della nuova Dinamo, gli applausi scroscianti per i nuovi e i vecchi e l’ovazione per il ritorno di David Logan. Ci sono applausi anche per Ario Costa, leggenda della Vuelle e del basket italiano, che proprio ieri ha compiuto 60 anni, e poi ci sono occhi solo per quello che accade sul parquet.
Il settore C basso è deserto, la parte superiore invece è piena zeppa ed è da lì che dopo 4’30” di gioco viene lanciato il primo “tutto il palazzetto”. “Forza Dinamo”, rispondono a gran voce gli altri settori, e il battimani fa rivivere per qualche istante le “antiche” sensazioni da tutto esaurito. Il finale punto a punto è quello tipico “da PalaSerradimigni”. Millecinquecento ugole e tremila mani danno al Banco la spinta che serve per spuntarla all’ultima curva. Poi il giro di campo dei giocatori e l’appuntamento alla prossima partita.
C’è ancora da riempire il restante 65% del palazzetto, ma rispetto al silenzio assordante dello scorso anno è già tutta un’altra cosa. (a.si.)
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