La Dinamo si ricompatta David Logan le mette le ali

I biancoblù vincono sul parquet della Nutribullet Treviso al termine di 40’ molto combattuti Grande reazione del gruppo dopo lo schiaffo di Tenerife e una settimana faticosissima

La firma del Professore sul primo successo esterno in campionato, la compattezza di gruppo ritrovata in uno dei momenti più complicati di questo primo sprazzo di stagione. A quattro giorni dalla batosta di Tenerife, la Dinamo regala a coach Cavina e a se stessa una risposta immediata, non scontata e decisamente concreta. Nel matinée del Palaverde i sassaresi battono la Nutribullet Treviso per 64-71 e portano a casa la terza vittoria in quattro gare di campionato. Niente male, per una squadra data da alcuni come già in piena crisi e definita “un cantiere aperto” dal suo stesso coach e del giemme Federico Pasquini.

Il tour de force. Sette giorni, due allenamenti, due partite, sei voli aerei e un’infinità di ore trascorse in viaggio. Il Banco di Sardegna ha chiuso nel migliore dei modi una settimana particolarmente pesante, che l’ha portata da Sassari a Tenerife (due voli), di nuovo a Sassari (tre voli), poi a Treviso (ma decollando da Cagliari) e ora infine di nuovo a Sassari per una assoluta rarità: una settimana intera da trascorrere a casa ad allenarsi pensando solo al prossimo impegno, domenica sera al palazzetto contro Brescia. Tutto questo, con morale e facce ben diverse rispetto a quelle viste al rientro dalle Canarie.

Più difesa, più tutto. La riscossa del Banco di Sardegna è partita dall’atteggiamento difensivo e dall’intensità messa in campo per tutti i 40 minuti. Treviso, squadra pericolosissima da oltre l’arco ma strutturata anche per correre e fare male anche nel pitturato, è stata tenuta a bada sin da subito (12 punti concessi nel primo quarto, 10 nel terzo, 16 nell’ultimo) e soltanto nel secondo periodo la difesa biancoblù ha prestato il fianco, soprattutto sull’arco: il 6/9 da 3 dei trevigiani ha vanificato i primi due tentativi di fuga di una Dinamo non perfetta ma comunque sempre costantemente sul pezzo.

Da rivedere. L’asse play-pivot è ancora ben lontano dal funzionare in maniera fluida e con continuità: Clemmons, dopo i battibecchi con Cavina del match di coppa, ha provato a svolgere il compito in maniera più precisa, coinvolgendo maggiormente un Mekowulu che con la crescita della condizione si è dimostrato nettamente più solido rispetto alle ultime gare. Il piano è riuscito soltanto in parte, perché la coppia ha prodotto un numero impressionante di palle perse (9), ma la sensazione è che con il passare del tempo molti problemi possano risolversi. Così come quelli dell’attacco, complessivamente poco produttivo e orfano dei punti di Bendzius. In generale, però, il gioco è apparso un po’ più fluido e meno “strozzato” anche rispetto al match di una settimana prima con Reggio Emilia.

Le scelte. Coach Cavina ha optato ancora una volta per rotazioni ridottissime: sette gli elementi ruotati con continuità, zero minuti per il lungo Borra, forse considerato troppo lento per una squadra dinamica come Treviso, e 10 minuti di spazio per un Kaspar Treier sempre più solido e sicuro. La giovane ala estone è complessivamente la più bella notizia di questo mini-ciclo terribile, con continui progressi sia dal punto di vista tecnico che da quello mentale. Anche ieri Treier è stato utilizzato a lungo come centro, e c’è da dire che il quintetto con due guardie, più Battle e Burnell in ala e – appunto – l’estone nello spot di cinque, ha sparigliato i giochi nel corso del secondo periodo. Con la prospettiva di un’intera settimana da trascorrere in palestra sono tanti i meccanismi che possono essere migliorati.

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