«Olbia svegliati, ora ci servono i gol»
di Paolo Ardovino
Il tecnico dei bianchi Canzi fa il punto dopo la sconfitta di sabato: «Seminiamo tanto ma raccogliamo poco»
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OLBIA. Manca ancora qualcosa. Anzi, l’impressione è che rispetto a qualche settimana fa ci sia meno ottimismo e qualche passo in più da compiere. Il tempo è ancora dalla parte dell’Olbia, ma un inizio di campionato che si trascina in questo modo, a singhiozzi, di certo non fa bene a una squadra che vuole finalmente compiere il grande passo della maturità. E invece sabato è arrivata un’altra sconfitta. La seconda di fila, e se contro la Reggiana poteva pur starci - nonostante un’ottima partita si era andati nella tana della capolista -, lo 0-2 subito sabato con l’Imolese è un muro innalzatosi sul percorso dei bianchi.
Secondo ko consecutivo, si diceva, e in totale 5 sconfitte su 9 partite. Troppe. Non spaventa la tenuta dell’Olbia, che anzi sinora al di là del risultato è sempre sembrata essere sul pezzo. Anche in occasione dell’ultimo turno, la storia della partita racconta qualcosa di diverso dal risultato. Però è proprio questo a preoccupare perché in questo momento appare complicato capire come intervenire. La difesa sembra aver trovato la quadra, eppure si subiscono due gol a partita di media o quasi. Il centrocampo è forse il reparto qualitativamente più ricco, ma soffre di discontinuità. L'attacco convince a metà: bene l’intraprendenza di Ragatzu e soci, male sotto porta.
Ieri, nel day after di Olbia-Imolese, anche Max Canzi ha provato a darsi qualche risposta. L’allenatore dei bianchi è apparso piuttosto lucido nell’analisi della sua squadra: «Siamo stati poco dinamici, abbiamo corso meno del solito e non per stanchezza – le sue parole – perché se andiamo a vedere siamo mancati più nel primo tempo, mentre nella ripresa abbiamo fatto meglio. Nonostante questo, è stata la gara in cui abbiamo creato e tirato di più verso la porta». Un bel paradosso, che ha visto vincere una squadra, l’Imolese, a cui invece è bastato creare appena due azioni concrete o poco più.
Canzi commenta un certo nervosismo avvertito sabato e che in generale è riconducibile a diverse situazioni lungo il corso di queste prime partite, tra espulsioni e gesti di stizza. «Sicuramente c’è ancora tanto da fare nella gestione della frustrazione in campo quando le cose non girano per il verso giusto», dice infatti Canzi. Per settimane si è parlato di capire il proprio valore, ora l’Olbia sembra aver raggiunto quello step. Ma il tecnico fa notare: «l’acquisizione della consapevolezza della nostra forza non deve diventare causa inconscia di un rallentamento dei ritmi». Tra le righe sembra di leggere l'avvertimento: guai a sottovalutare gli avversari. E sabato non era di quelli sulla carta superiori e pericolosi, ma poi, appunto, si sa com'è andata. L'occasione per rifarsi è già dietro l'angolo, domani sotto nella trasferta contro il Montevarchi. Anche qui, non una squadra temibile, che viene da un percorso titubante, a pari punti (10) con l'Olbia. Anche questo è un bivio: riprendersi in fretta o affossarsi.
Secondo ko consecutivo, si diceva, e in totale 5 sconfitte su 9 partite. Troppe. Non spaventa la tenuta dell’Olbia, che anzi sinora al di là del risultato è sempre sembrata essere sul pezzo. Anche in occasione dell’ultimo turno, la storia della partita racconta qualcosa di diverso dal risultato. Però è proprio questo a preoccupare perché in questo momento appare complicato capire come intervenire. La difesa sembra aver trovato la quadra, eppure si subiscono due gol a partita di media o quasi. Il centrocampo è forse il reparto qualitativamente più ricco, ma soffre di discontinuità. L'attacco convince a metà: bene l’intraprendenza di Ragatzu e soci, male sotto porta.
Ieri, nel day after di Olbia-Imolese, anche Max Canzi ha provato a darsi qualche risposta. L’allenatore dei bianchi è apparso piuttosto lucido nell’analisi della sua squadra: «Siamo stati poco dinamici, abbiamo corso meno del solito e non per stanchezza – le sue parole – perché se andiamo a vedere siamo mancati più nel primo tempo, mentre nella ripresa abbiamo fatto meglio. Nonostante questo, è stata la gara in cui abbiamo creato e tirato di più verso la porta». Un bel paradosso, che ha visto vincere una squadra, l’Imolese, a cui invece è bastato creare appena due azioni concrete o poco più.
Canzi commenta un certo nervosismo avvertito sabato e che in generale è riconducibile a diverse situazioni lungo il corso di queste prime partite, tra espulsioni e gesti di stizza. «Sicuramente c’è ancora tanto da fare nella gestione della frustrazione in campo quando le cose non girano per il verso giusto», dice infatti Canzi. Per settimane si è parlato di capire il proprio valore, ora l’Olbia sembra aver raggiunto quello step. Ma il tecnico fa notare: «l’acquisizione della consapevolezza della nostra forza non deve diventare causa inconscia di un rallentamento dei ritmi». Tra le righe sembra di leggere l'avvertimento: guai a sottovalutare gli avversari. E sabato non era di quelli sulla carta superiori e pericolosi, ma poi, appunto, si sa com'è andata. L'occasione per rifarsi è già dietro l'angolo, domani sotto nella trasferta contro il Montevarchi. Anche qui, non una squadra temibile, che viene da un percorso titubante, a pari punti (10) con l'Olbia. Anche questo è un bivio: riprendersi in fretta o affossarsi.
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