Superlega, anche il governo si schiera contro
MILANO. C’è anche l’Italia tra i Paesi che hanno dichiarato ufficialmente il loro appoggio alla Uefa nella battaglia contro la Superlega davanti alla Corte di Giustizia UE. Al termine di una lunga...
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MILANO. C’è anche l’Italia tra i Paesi che hanno dichiarato ufficialmente il loro appoggio alla Uefa nella battaglia contro la Superlega davanti alla Corte di Giustizia UE. Al termine di una lunga giornata, tra dubbi e pressioni, con il calcio italiano a spingere per schierarsi ufficialmente a favore della federcalcio continentale, alla fine il Governo ha deciso di costituirsi a difesa dell’Uefa nel giudizio sulla Superlega incardinato presso la Corte di Giustizia Europea. Una scelta basata anche sul parere espresso dalla sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, anche in seguito alle interlocuzioni avute con la Figc. Al centro del contendere c’è il ricorso da parte di un Tribunale di Madrid che, nell’ambito dello scontro sulla Superlega, ha chiesto alla Corte UE di valutare se l’Uefa sia un monopolio che viola le norme antitrust. Un procedimento che, di fatto, potrebbe dare un via libera legale alla formazione della Superlega.
Ieri scadeva il termine per presentare le osservazioni in appoggio all’Uefa e, nelle ultime 24 ore, la situazione per l’Italia è cambiata più volte, con il Governo che prima si era detto pronto a costituirsi parte nel caso legale, salvo poi fare dietrofront. Le pressioni non sono mancate: d’altronde, in ballo ci sono rapporti politici (il presidente della Figc, Gabriele Gravina, siede nel Comitato Esecutivo Uefa) ma, soprattutto, la volontà della Federcalcio di ospitare Euro 2028, in un impatto politico a largo raggio, considerando anche l’appoggio di altri 15 Stati. E per questo il calcio aveva alzato la voce in mattinata, dopo che le notizie sul possibile no del Governo avevano generato non poca preoccupazione. Sulla spinta dei vertici, infine si è scelto di affiancarsi a Spagna, Francia, Portogallo, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Svezia, Ungheria, Lettonia, Malta, Danimarca, Romania, Slovacchia, Irlanda e Islanda nel procedimento legale.
Ieri scadeva il termine per presentare le osservazioni in appoggio all’Uefa e, nelle ultime 24 ore, la situazione per l’Italia è cambiata più volte, con il Governo che prima si era detto pronto a costituirsi parte nel caso legale, salvo poi fare dietrofront. Le pressioni non sono mancate: d’altronde, in ballo ci sono rapporti politici (il presidente della Figc, Gabriele Gravina, siede nel Comitato Esecutivo Uefa) ma, soprattutto, la volontà della Federcalcio di ospitare Euro 2028, in un impatto politico a largo raggio, considerando anche l’appoggio di altri 15 Stati. E per questo il calcio aveva alzato la voce in mattinata, dopo che le notizie sul possibile no del Governo avevano generato non poca preoccupazione. Sulla spinta dei vertici, infine si è scelto di affiancarsi a Spagna, Francia, Portogallo, Croazia, Repubblica Ceca, Polonia, Svezia, Ungheria, Lettonia, Malta, Danimarca, Romania, Slovacchia, Irlanda e Islanda nel procedimento legale.
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