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Giù da cavallo, si va in bici «Ma non è più pentathlon»

di Fabio Fresu
Giù da cavallo, si va in bici «Ma non è più pentathlon»

Il pluricampione Poddighe critica la scelta della Federazione internazionale «Ancora non è ufficiale ma non ho paura, potrei far bene anche nel ciclismo»

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SASSARI. I grandi cambiamenti sono difficili da digerire. Comprensibile quindi come la paventata sostituzione della prova di equitazione nel pentathlon moderno con una di ciclismo lasci perplessi gli addetti ai lavori. A partire proprio dal sassarese Fabio Poddighe, quattro volte campione italiano fra il 2013 ed il 2016 e medaglia d’oro a squadre agli Europei di Sofia 2016.

Dopo un’assenza di tre anni dovuta a problemi di salute, Poddighe ha deciso di riprendere l’attività agonistica, e fra pochi giorni sarà a Roma per riprendere il patentino per l’equitazione, che scade dopo due anni di inattività. «Sarebbe davvero una rivoluzione – è il suo commento a caldo – perché diventerebbe tutto un altro sport. In particolare si passerebbe da una prova densa di insidie anche per i migliori al mondo ad una ben più prevedibile e calcolabile. Ma dalle notizie che abbiamo avuto dalle federazione nazionale la novità verrebbe introdotta non prima di Los Angeles 2028, e per quanto mi riguarda, essendo classe 1987, sette anni sono tanti. Quindi continuerò a concentrarmi sulle cinque prove attuali, nuoto, scherma, equitazione e combinata tiro-corsa fino a Parigi 2024, che è il mio obiettivo a lungo termine, poi ci penserò».

La notizia è stata lanciata da quotidiano inglese Guardian, secondo il quale la federazione internazionale avrebbe già votato a favore della novità, senza dare però conferme ufficiali. La motivazione sarebbe da ricercare nel desiderio di evitare in futuro brutte immagini come quelle viste alle Olimpiadi di Tokyo, nelle quali la tedesca Annika Schleu avevo dovuto frustare e colpire con gli speroni il suo cavallo che non voleva entrare in gara. Per regolamento infatti gli atleti non gareggiano con i cavalli propri, ma questi vengono estratti a sorte e consegnati loro pochi minuti prima della gara, e spesso il tempo risulta davvero poco per poter trovare la giusta sintonia.

Il pentathlon moderno è stata un’invenzione del padre dei Giochi De Cubertain, e, nato nel 1909, fa parte del programma olimpico fin dal 1912 ed è rimasto invariato fino ad oggi. Ed in futuro? «Diciamo che la cosa non mi spaventerebbe – continua Poddighe – non ho mai fatto ciclismo, ma potrei fare bene anche lì».

«Capisco che nel nostro sport la prova di equitazione è quella che porta i maggiori costi e difficoltà organizzative – spiega Ilario Ierace, presidente della Sport Full Time, la società per cui gareggia Fabio Poddighe – avendo organizzato a Sassari una prova di Coppa del Mondo lo so bene. Ma cambiare vorrebbe dire tradire la filosofia del pentathlon moderno, che è nato proprio per unire le Olimpiadi moderne con quelle antiche, e come espressione del soldato ideale».

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