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Cagliari, getta il cuore oltre l’ostacolo

di Roberto Muretto
Alessio Cragno
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Alessio Cragno

Contro un’Atalanta che gioca a ritmi vertiginosi servirà la partita perfetta. I rossoblù vogliono interrompere la serie no

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CAGLIARI. Sarà anche una frase fatta, ma oggi al Cagliari per portare a casa punti contro l’Atalanta servirà la partita perfetta. L’avversario di turno è una squadra che ha fatto tremare il Manchester United, salvato nel recupero dall’intramontabile Ronaldo, ha meccanismi di gioco perfetti, paragonabili a sistemi ad alta precisione. Ma ha anche dei difetti e una fase difensiva che non sempre funziona bene. Se la riflessione si ferma alla classifica, il risultato finale è scontato. Ma i rossoblù per uscire dal pantano sanno che d’ora in avanti dovranno lottare con il coltello tra i denti e la scimitarra tra le mani. Spendendo sul campo anche l’ultimo granello di energia. Giocare con coraggio, senza farsi condizionare da chi si ha di fronte, deve diventare una regola. Mazzarri ha suonato la carica ma dovrà ancora fare i conti con le assenze. Si vedrà sul campo se i quattro giorni di ritiro sono serviti a compattare il gruppo e concentrarsi su una gara che diventa uno spartiacque prima dell’ultima sosta dell’anno.

Scelte. Il modulo iniziale potrebbe essere il 4-4-2, con a destra ballottaggio tra Zappa e Bellanova in difesa. A centrocampo si contendono una maglia Deiola e Grassi (col primo favorito), mentre in attacco scontata la conferma della coppia Joao Pedro-Pavoletti, essendo Keita ancora fermo (ieri è stato dimesso dall’ospedale e ha saluto i compagni ad Assemini, tornerà disponibile dopo la sosta). Il tecnico del Cagliari non ha molte alternative, considerato che Caceres è squalificato, Walukiewicz infortunato, mentre su Ceppitelli deciderà solo oggi se potrà andare in panchina. Bisognerà stringere i denti, dare oltre il cento per cento. Servirà equilibrio nelle due fasi di gioco e sapersi adeguare ai ritmi che la Dea proporrà. I bergamaschi attaccano sempre con tanti uomini, ma vanno in difficoltà se trovano una squadra che riparte in velocità e mette qualità nel palleggio. Proprio quella che ai Quattro Mori è mancata nella trasferta di Bologna.

Gli avversari. Le fatiche della Champions League potrebbero avere influito. Gasperini pensa a qualche cambiamento. Zapata o Muriel in avanti, Pasalic e Ilicic dietro la punta di riferimento. Anche la Dea ha tanti infortunati (Gosens, Toloi, Hateboer) ma in Sardegna oggi ci sarà anche Pessina. Partirà dalla panchina.

Statistiche. L’Atalanta ha vinto le ultime tre partite di Serie A disputate contro il Cagliari, ma non è mai arrivata a quattro successi di fila. Tra le squadre dell’attuale campionato, la Dea è quella che non perde da più tempo in trasferta: 11 partite, con otto vittorie e tre pareggi. Questa è la peggior partenza nella sua carriera da allenatore in Serie A per Walter Mazzarri: mai il tecnico toscano aveva collezionato cinque sconfitte nelle prime otto panchine. Escludendo i calci di rigori, l’Atalanta è l’unica formazione che non ha ancora segnato un gol sugli sviluppi di palla inattiva.

L’arbitro. Sarà Piccinini di Forlì a fischiare oggi alla “Unipol Domus”. Quattro partite di Serie A ed una di Coppa Italia per un bilancio di tre sconfitte, una vittoria ed un pareggioil bilancio con i rossoblù. Piccinini è un amuleto, invece, per l’Atalanta. Quattro direzioni, altrettante vittorie. Il Cagliari spera che oggi arrivi la prima sconfitta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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