Il decano dei coach per trovare la quadra
Il tecnico bolognese, attuale vice di Sacchetti in azzurro, vanta un’esperienza ultraventennale nella massima serie
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SASSARI. Le chiavi dello spogliatoio in mano al decano dei coach della serie A per raddrizzare una situazione che aveva preso una brutta piega. Piero Bucchi, bolognese classe 1958, ha allenato in nove diverse piazze della massima serie, da nord a sud, ottenendo successi importanti e un apprezzamento pressoché unanime nell’ambiente.
A oggi sono 635 le sue presenze in panchina in serie A, con un totale di 334 successi e tre trofei conquistati, anche se di fatto in un’altra epoca cestistica: la Coppa Italia nel 2000 e la Supercoppa Italiana 2001 con la Benetton Treviso, e la Coppa Italia 2006 alla guida di Napoli. E poi quattro promozioni dalla A2 alla A1.
Le sue prime esperienze da coach risalgono addirittura a metà degli anni Ottanta, nel vivaio della Virtus Bologna. Ancora settore giovanile, con Rimini, dal 1992, sino alla prima promozione come head coach, sempre in riva all’Adriatico, nel 1996. Con Bucchi in panchina Rimini ottiene al primo colpo la promozione nella massima serie. L’anno successivo il decollo definitivo, con il passaggio alla Benetton Treviso, la conquista di due trofei la nomina come allenatore dell’anno. Poi un’altra promozione dalla A2 alla A1, alla guida di Napoli, e dopo l’esperienza alla Virtus Roma ancora un ottimo lavoro sotto il Vesuvio. Dal 2008 al 2011 è alla guida dell’Olimpia Milano, con due finali scudetto perse prima del passaggio a Brindisi, la piazza dove forse ha lasciato il segno più profondo: in Salento centra la promozione in serie A e saluta dopo 5 anni di buonissimo livello.
Poi il passaggio alla Juve Caserta e successivamente alla Virtus Roma, prima salvata dalla retrocessione in B (in squadra c’è anche il play sassarese Massimo Chessa) e poi portata in A1 al termine del campionato 2019-’20. Prima della chiamata come vice allenatore della nazionale italiana, arriva l’ultima esperienza, una delle più amare della sua carriera: lo scorso anno Bucchi è subentrato in corsa sulla panchina della Pallacanestro Cantù, non riuscendo a salvarla dalla retrocessione. Ora è pronto a varcare il Tirreno per atterrare a Sassari. Dove, per uscire da una situazione complicata, ci sarà bisogno di tutta la sua esperienza. (a.si.)
A oggi sono 635 le sue presenze in panchina in serie A, con un totale di 334 successi e tre trofei conquistati, anche se di fatto in un’altra epoca cestistica: la Coppa Italia nel 2000 e la Supercoppa Italiana 2001 con la Benetton Treviso, e la Coppa Italia 2006 alla guida di Napoli. E poi quattro promozioni dalla A2 alla A1.
Le sue prime esperienze da coach risalgono addirittura a metà degli anni Ottanta, nel vivaio della Virtus Bologna. Ancora settore giovanile, con Rimini, dal 1992, sino alla prima promozione come head coach, sempre in riva all’Adriatico, nel 1996. Con Bucchi in panchina Rimini ottiene al primo colpo la promozione nella massima serie. L’anno successivo il decollo definitivo, con il passaggio alla Benetton Treviso, la conquista di due trofei la nomina come allenatore dell’anno. Poi un’altra promozione dalla A2 alla A1, alla guida di Napoli, e dopo l’esperienza alla Virtus Roma ancora un ottimo lavoro sotto il Vesuvio. Dal 2008 al 2011 è alla guida dell’Olimpia Milano, con due finali scudetto perse prima del passaggio a Brindisi, la piazza dove forse ha lasciato il segno più profondo: in Salento centra la promozione in serie A e saluta dopo 5 anni di buonissimo livello.
Poi il passaggio alla Juve Caserta e successivamente alla Virtus Roma, prima salvata dalla retrocessione in B (in squadra c’è anche il play sassarese Massimo Chessa) e poi portata in A1 al termine del campionato 2019-’20. Prima della chiamata come vice allenatore della nazionale italiana, arriva l’ultima esperienza, una delle più amare della sua carriera: lo scorso anno Bucchi è subentrato in corsa sulla panchina della Pallacanestro Cantù, non riuscendo a salvarla dalla retrocessione. Ora è pronto a varcare il Tirreno per atterrare a Sassari. Dove, per uscire da una situazione complicata, ci sarà bisogno di tutta la sua esperienza. (a.si.)
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