«Difesa e mentalità per far ripartire il Banco»

Primo giorno di lavoro di Piero Bucchi come head coach della Dinamo. «Una chiamata che aspettavo da tempo. Con me poche parole e molto lavoro»

SASSARI. Difesa, compattezza, sorriso, vittorie, certezze. Tanti elementi da ritrovare e una sola ricetta: il lavoro. Nel suo primo giorno di lavoro come coach della Dinamo Banco di Sardegna, Piero Bucchi mette in fila le priorità e inizia a indicare la strada da percorrere.

Prima ancora di incontrare la squadra, il tecnico bolognese è stato presentato ieri mattina nella Club House societaria. Affiancato dal presidente Stefano Sardara, Bucchi si è confermato una persona di poche parole e, come la sua carriera dimostra, molti fatti.


«Confesso che quella della Dinamo era una chiamata che attendevo da tempo – ha detto il nuovo coach biancoblù –. Sassari è da tempo una piazza importante del nostro basket ed è riconosciuta anche a livello internazionale, quindi anche il senso di responsabilità che richiama è molto alto. Quando il presidente mi ha chiamato, mi ha fatto molto piacere, sono davvero molto contento di essere qui. È con grande entusiasmo e grande voglia che approccio a questo nuovo percorso sperando di dare alla società e ai tifosi, che so essere molto competendi ed esigenti, le soddisfazioni che meritano».

Al di là delle presentazioni di rito, Bucchi è ora chiamato a risollevare una situazione che nelle ultime settimane è andata peggiorando, sino all’esonero di Demis Cavina. Oltre che i risultati, alla Dinamo un po’ cupa degli ultimi tempi serve anche recuperare il morale. «Ritrovare il sorriso è un punto di partenza fondamentale – conferma Bucchi –, alla base di tutto ci devono essere la gioia di allenarsi e giocare. È chiaro che quando vinci è tutto più facile, ma per fortuna i coach e i giocatori sono davvero appassionati di questo lavoro. Io ho iniziato ad allenare in parrocchia a 18 anni e la passione è sempre la stessa. Le mie prime parole alla squadra? Sono tutti ragazzi intelligenti e svegli, in questo momento le parole contano poco, mi aspetto una reazione giusta e grandi motivazioni. C’è da riprendere un percorso di vittorie. Le mie parole saranno sempre poche».

Che basket serve alla Dinamo per ripartire? «Dobbiamo cercare di migliorare partendo dalla difesa, avrò tre giornate di lavoro prima dell’esordio, ho comunque fiducia perché so con chi a che fare, in buona parte la squadra è composta da giocatori che già conosco. Di certo dobbiamo cominciare dalla difesa e poi lavorare per costruire una mentalità a livello di gruppo».

Poi un chiarimento legato agli imminenti impegni della nazionale di Meo Sacchetti, di cui Bucchi è primo assistente. «Ho parlato con Petrucci e con Meo, hanno capito che in questo momento è fondamentale che io dedichi le mie energie a Sassari, quindi in questa finestra non andrò con la nazionale. Sono stati molto comprensivi, ovviamente per il futuro vediamo. Ora devo pensare alla Dinamo».

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