Olbia, per puntare ai playoff serve di più

Il pareggio 2-2 a Teramo sa di occasione persa: due volte in vantaggio con Ragatzu i bianchi si sono fatti rimontare

OLBIA. L’Olbia attuale non può valere solo un punto. Eppure, è ciò che ha raccolto dalla trasferta contro il Teramo. Nonostante la doppietta di Ragatzu, emergono i disequilibri e i limiti di una squadra che deve fare chiarezza: se ci sono ulteriori margini di miglioramento, li tiri fuori subito, altrimenti anima in pace e non si pensi di poter lottare per i playoff.

TROPPI GOL. 2-2 contro il Teramo, sintesi di una gara giocata a viso aperto da entrambe le squadre, con continui ribaltamenti di fronte. Per lo spettacolo, nota positiva. Per i bianchi un po’ meno. Andati in vantaggio due volte, all’11’ del primo tempo e all’18’ del secondo, gli uomini di Canzi sono stati ripresi in entrambi i casi nel giro di poco più di cinque minuti.

C’è da credere che oggi alla ripresa degli allenamenti il tecnico abbia ancora una volta evidenziato in rosso la casella dei gol subiti. 26 in 15 gare, peggior difesa del girone. È problema noto, ed è questo il campanello d’allarme, perché praticamente dalle primissime settimane il tema delle reti incassate tiene banco in conferenza e nei post-partita. Ma la soluzione non è ancora arrivata, né il minimo segno di miglioramento.

TENSIONE. Manca un po' del solito ottimismo guardando i prossimi match, in casa Olbia si respira tensione e una certa aria pesante. Questa volta, nel day-after, dalla società nessuno ha potuto parlare con i giornalisti. Succede quando si attraversano fasi delicate, e quella attuale lo è. Peccato, perché intanto emergono due eccellenze. Ragatzu è tornato al gol e a modo suo, con due perle di quelle che ci si aspettava dal fantasista. E poi Van der Want, che ha gran parte dei meriti del pareggio di sabato grazie alle sue parate. Infortunato Ciocci, al momento è certo che sia lui il portiere numero uno, con Tornaghi alle spalle.

AL BIVIO. Quale potrebbe essere la strada da imboccare per non partire con un handicap praticamente certo a ogni gara, si torna sui gol subiti, è certo che se lo stia chiedendo anche Max Canzi. Il discorso sui singoli, relativo alla linea difensiva, non regge troppo. Appurato che Altare abbia lasciato un vuoto che è una voragine, Emerson e Brignani stanno migliorando certi automatismi. Su alcuni gol presi fin qui, è giusto dirlo, ci hanno messo del loro, ma la responsabilità della coppia centrale arriva fino a pagina due. Al momento sembra comunque la più adatta. Che possa essere una questione di modulo forse se lo starà iniziando a domandare lo stesso Canzi, puritano del 4-3-1-2; si parla di undici di partenza, perché più volte per aggiustare il tiro a gara in corso, l’Olbia è passata a difese a tre, a cinque o con un centrocampo più compatto. La duttilità tattica dei centrocampisti potrebbe proprio essere la chiave per trovare, se ce ne fosse bisogno, una nuova soluzione che dia maggiore copertura alla difesa.

Oppure, in estrema sintesi, niente stravolgimenti e semplicemente è questione di entrare nella testa dei giocatori e renderli consci di un problema che rappresenta già pienamente un'emergenza.

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