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I tifosi sono infuriati: «Non mandateli in vacanza»

I tifosi sono infuriati: «Non mandateli in vacanza»

Commenti negativi anche sulla dirigenza e l’allenatore: «Mercato sbagliato e scelte tecniche assurde»

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CAGLIARI. «Non dovete andare in vacanza». In cinque parole la delusione di un tifoso che si rivolge a Joao Pedro davanti agli spogliatoi della Domus dopo la batosta con l’Udinese. Tifosi increduli e arrabbiati dopo la partita: lo hanno detto in un confronto “al volo” con il capitano e con Pavoletti, forse i due giocatori comunque più rispettati dai supporter. Sabato la contestazione è stata unanime. La curva ha bersagliato il presidente solo a risultato compromesso, dopo un’ora di cori a sostegno della squadra. Ma anche il resto dello stadio, a un certo punto, ha preso posizione. Prima con un applauso alle proteste della curva. Poi con i fischi finali, onda sonora di disapprovazione arrivata da tutti i settori della Domus.

Dagli orari dei post sui social si capisce che molti tifosi hanno preso sonno molto tardi. Le accuse? Nel mirino c’è la proprietà. Con i commenti che “leggono la vita” a tutta la gestione Giulini. In particolare per l’ultimo mercato. «Hanno puntato su un allenatore senza esserne convinti - questo uno degli interventi- e non sono riusciti a piazzare esuberi e doppioni. Con le figurine non si fa una squadra di calcio».

Ma c’è anche chi se la prende con i giocatori. La prossima formazione? «Quella della Primavera», suggerisce un tifoso. E sul web scatta il toto epurati. C’è chi si allarga e nella lista degli “indesiderati” mette cinque o sei giocatori. «Sì - ribatte un altro - ma questi chi li ha presi: inutile scaricare le colpe sui giocatori, bisognava pensarci prima». Nei commenti si salva Joao Pedro. E Rog.

Il primo perché in campo di sdoppia e fa insieme la punta è il centrocampista. E il secondo perché non c’è: «Con la sua voglia sarebbe stata un’altra cosa». E un altro: «Ripartiamo dalle lacrime di Deiola». Il riferimento è alla disperazione del giocatore dopo la disfatta di sabato. La salvezza è vista come un pianeta molto lontano: «Ma se non riusciamo a battere nessuno - questo uno dei commenti meno pesanti - come facciamo a salvarci?».

Non si salvano presidente e giocatori. E non si salva nemmeno Mazzarri: «La squadra ha molti limiti - scrive qualcuno - e lui li amplifica: bisogna cambiare lui e tre quarti della squadra. Altrimenti sará serie B». C’è chi invece lo difende: La squadra è questa - ribatte un altro e lui le sta tentando tutte: al suo posto fallirebbe chiunque».

Stefano Ambu

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