La Dinamo chiude la campagna europea con un ko indolore
di Andrea Sini
Basket, sassaresi ko con Tenerife nell’ultima gara di Bcl Senza Robinson e Gentile, spazio alle seconde linee
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di Andrea Sini
SASSARI
Arriverderci Europa. La decima campagna continentale della Dinamo si chiude con una sconfitta indolore e ampiamente preventivata. Nell’ultimo match del gruppo A di Champions League, i sassaresi di Piero Bucchi cedono il passo alla Lenovo Tenerife. In un PalaSerradimigni sonnacchioso e semideserto finisce 63-84: tra una squadra già eliminata e priva dei due play, Robinson e Gentile, e una già certa della qualificazione ma comunque più forte e determinata, la differenza salta agli occhi. Gli spagnoli prendono immediatamente il controllo del match e tengono sino alla fine un vantaggio in doppia cifra, tra i 12 e i 22 punti, mentre il Banco dà ampio spazio alle seconde linee e interpreta l’impegno come un buon allenamento in vista dell’importante sfida di domenica a Bologna.
La Dinamo parte dalla (pessima) difesa di domenica e concede 19 punti – a 7- in meno di 5 minuti. Sul -12 Bucchi chiede timeout, manda dentro Battle e Logan, e la squadra entra in partita. L’inerzia resta saldamente nelle mani degli spagnoli, che difendono duro e corrono bene, chiudendo il primo periodo su un comodo 16-25. Bucchi tiene in campo contemporaneamente Devecchi, Treier e Diop, Tenerife ha però tutto un altro passo e tutta un’altra freschezza: Salin piazza un gioco da 4 punti, Shermadini domina in area e per il Banco sono dolori. Arriva un break di 14-0 per gli ospiti, che dal 19-25 volano sul 19-39 quando mancano ancora oltre 5’ al riposo. Dopo la bomba di Fitipaldo, Burnell fa ripartire i biancoblù ma la situazione resta complicata. Tenerife fa canestro quasi sempre (23-45), la Dinamo riesce a non uscire completamente dal match grazie alle giocate in post basso di Burnell, che segna 8 punti di fila. Arriva una scossa anche da Battle e Sassaei risale dal -22 al 32-48 di metà gara.
Nel terzo periodo la Dinamo prova ad alzare il ritmo in difesa e dall’altra parte trova qualche buona giocata con Battle e Mekowulu. La forbice si accorcia ancora, dal 32-51 al 41-53, se non altro il Banco è vivo e non tira i remi in barca. Al 25’ Burnell e Chessa hanno già 4 falli, Tenerife ha il bonus dalla sua e dalla lunetta riprende quota. Marcelinho Huertas, di classe pura allunga ancora e alla terza sirena Tenerife è avanti 47-65. Bucchi regala un quarto intero a Gandini, che non demerita, e affida Marcelinho a Devecchi; la Dinamo stringe i denti in difesa e gioca per divertirsi in attacco. Il divario resta ampio, ma non cresce più di tanto: 48-70, 54-72, 58-77 con un paio di buone giocate di Treier, che poi esce con 5 falli. Due triple di fila di Borg mandano il Banco a -24 (58-82), poi è solo l’attesa della sirena, che arriva sul 63-84. E ora testa al campionato.
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Arriverderci Europa. La decima campagna continentale della Dinamo si chiude con una sconfitta indolore e ampiamente preventivata. Nell’ultimo match del gruppo A di Champions League, i sassaresi di Piero Bucchi cedono il passo alla Lenovo Tenerife. In un PalaSerradimigni sonnacchioso e semideserto finisce 63-84: tra una squadra già eliminata e priva dei due play, Robinson e Gentile, e una già certa della qualificazione ma comunque più forte e determinata, la differenza salta agli occhi. Gli spagnoli prendono immediatamente il controllo del match e tengono sino alla fine un vantaggio in doppia cifra, tra i 12 e i 22 punti, mentre il Banco dà ampio spazio alle seconde linee e interpreta l’impegno come un buon allenamento in vista dell’importante sfida di domenica a Bologna.
La Dinamo parte dalla (pessima) difesa di domenica e concede 19 punti – a 7- in meno di 5 minuti. Sul -12 Bucchi chiede timeout, manda dentro Battle e Logan, e la squadra entra in partita. L’inerzia resta saldamente nelle mani degli spagnoli, che difendono duro e corrono bene, chiudendo il primo periodo su un comodo 16-25. Bucchi tiene in campo contemporaneamente Devecchi, Treier e Diop, Tenerife ha però tutto un altro passo e tutta un’altra freschezza: Salin piazza un gioco da 4 punti, Shermadini domina in area e per il Banco sono dolori. Arriva un break di 14-0 per gli ospiti, che dal 19-25 volano sul 19-39 quando mancano ancora oltre 5’ al riposo. Dopo la bomba di Fitipaldo, Burnell fa ripartire i biancoblù ma la situazione resta complicata. Tenerife fa canestro quasi sempre (23-45), la Dinamo riesce a non uscire completamente dal match grazie alle giocate in post basso di Burnell, che segna 8 punti di fila. Arriva una scossa anche da Battle e Sassaei risale dal -22 al 32-48 di metà gara.
Nel terzo periodo la Dinamo prova ad alzare il ritmo in difesa e dall’altra parte trova qualche buona giocata con Battle e Mekowulu. La forbice si accorcia ancora, dal 32-51 al 41-53, se non altro il Banco è vivo e non tira i remi in barca. Al 25’ Burnell e Chessa hanno già 4 falli, Tenerife ha il bonus dalla sua e dalla lunetta riprende quota. Marcelinho Huertas, di classe pura allunga ancora e alla terza sirena Tenerife è avanti 47-65. Bucchi regala un quarto intero a Gandini, che non demerita, e affida Marcelinho a Devecchi; la Dinamo stringe i denti in difesa e gioca per divertirsi in attacco. Il divario resta ampio, ma non cresce più di tanto: 48-70, 54-72, 58-77 con un paio di buone giocate di Treier, che poi esce con 5 falli. Due triple di fila di Borg mandano il Banco a -24 (58-82), poi è solo l’attesa della sirena, che arriva sul 63-84. E ora testa al campionato.
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