Per l’Arzachena un 2021 da primato
Serie D, mister Nappi parla dell’avvio di campionato chiuso con cinque vittorie
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ARZACHENA. Con cinque vittorie e una sconfitta, l’Arzachena è sicuramente la formazione sarda ad aver chiuso al meglio il 2021. Un filotto di risultati (intervallati dall’unica battuta d’arresto subita ad Afragola) positivi che hanno portato la squadra del presidente Maurizio Felugo e allenata da Marco Nappi a chiudere l’anno vecchio con 26 punti, in zona playoff e con una gara da recuperare (mercoledì 5 si gioca sul terreno di gioco della Vis Artena). Partita a fari spenti, l’Arzachena ha preso pian piano confidenza al campionato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: questo merito va alla società, al direttore dell’area tecnica Antonello Zucchi e a Marco Nappi, il quale al primo anno sulla panchina degli smeraldini non ha avuto problemi ad ambientarsi.
Mister Nappi, manca una giornata al termine del girone di andata e avete in classifica 26 punti, con una gara da recuperare rispetto agli altri: al suo arrivo ad Arzachena l’estate scorsa se lo aspettava di essere in questa situazione di classifica praticamente al giro di boa?
«Sin dai primi giorni ho visto il giusto entusiasmo di un gruppo di giocatori che si applicavano al meglio per applicarsi ai miei allenamenti. Posso dire tranquillamente di avere un gruppo di ragazzi eccezionale, messo a disposizione da un direttore preparato come il nostro che non ti fa mancare niente, è sempre presente a ogni allenamento e cerca di accontentarmi in tutte le richieste che gli ho fatto in questa prima parte della stagione. Mi gratifica avere a che fare con un gruppo che ha qualità tecniche morali importanti e che stanno crescendo di partita in partita».
A proposito di richieste, la squadra è stata rinforzata in questi giorni dall’arrivo di due giocatori: erano i profili che aveva chiesto?
«Sicuramente visto che a centrocampo dovevamo avere qualche altro elemento, sia dietro che davanti eravamo a posto. Nel reparto avanzato con Loi, Pinna, Sartor e Kacorri posso ritenermi soddisfatto».
Soddisfazione per l’ottimo campionato sin qui disputato dalla sua squadra, ma qualche punto per strada c’è stato in maniera immeritata?
«Sono due le gare in cui non abbiamo raccolto punti e meritavamo certamente di più: in casa contro il Team Nuova Florida e a Sassari contro la Torres. Soprattutto nella prima occasione, l’applauso dei tifosi a fine gara, nonostante la sconfitta, rivolto verso la mia persona, ha fatto capire che non meritavamo certamente di perdere».
Paolo Muggianu
Mister Nappi, manca una giornata al termine del girone di andata e avete in classifica 26 punti, con una gara da recuperare rispetto agli altri: al suo arrivo ad Arzachena l’estate scorsa se lo aspettava di essere in questa situazione di classifica praticamente al giro di boa?
«Sin dai primi giorni ho visto il giusto entusiasmo di un gruppo di giocatori che si applicavano al meglio per applicarsi ai miei allenamenti. Posso dire tranquillamente di avere un gruppo di ragazzi eccezionale, messo a disposizione da un direttore preparato come il nostro che non ti fa mancare niente, è sempre presente a ogni allenamento e cerca di accontentarmi in tutte le richieste che gli ho fatto in questa prima parte della stagione. Mi gratifica avere a che fare con un gruppo che ha qualità tecniche morali importanti e che stanno crescendo di partita in partita».
A proposito di richieste, la squadra è stata rinforzata in questi giorni dall’arrivo di due giocatori: erano i profili che aveva chiesto?
«Sicuramente visto che a centrocampo dovevamo avere qualche altro elemento, sia dietro che davanti eravamo a posto. Nel reparto avanzato con Loi, Pinna, Sartor e Kacorri posso ritenermi soddisfatto».
Soddisfazione per l’ottimo campionato sin qui disputato dalla sua squadra, ma qualche punto per strada c’è stato in maniera immeritata?
«Sono due le gare in cui non abbiamo raccolto punti e meritavamo certamente di più: in casa contro il Team Nuova Florida e a Sassari contro la Torres. Soprattutto nella prima occasione, l’applauso dei tifosi a fine gara, nonostante la sconfitta, rivolto verso la mia persona, ha fatto capire che non meritavamo certamente di perdere».
Paolo Muggianu
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