Il Cagliari non punge la Roma lo punisce

Un rigore di Oliveira decide la partita. Traversa di Joao Pedro

INVIATO A ROMA. Dalla sagra degli errori esce vincitrice la Roma. Il Cagliari visto ieri ha perso perchè gli è mancato il guizzo giusto e un po’ di determinazione. Non può essere questo lo spirito agonistico di una squadra che deve combattere per la salvezza. Eppure di fronte non aveva una Roma trascendentale, che ha portato a casa i tre punti grazie a un rigore trasformato da Sergio Oliveira. Ma anche per i giallorossi, risultato a parte, c'è poco da stare allegri. E' stata una gara giocata a ritmi molto bassi. La qualità del palleggio ha a dir poco lasciato a desiderare. Errori banali, palloni buttati in modo irrazionale, anche quelli più facili da giocare. Vero che i rossoblù avevano tante attenuanti. Il Covid e gli infortuni hanno privato Mazzarri di una decina di giocatori, ma proprio per questo sul campo serviva dare qualcosa di più. Non è successo e i Quattro tornano a casa a mani vuote. La corsa salvezza è dura, anche se i risultati delle concorrenti lasciano più o meno la situazione immutata.

Sorprese. Sia Mazzarri che Mourinho decidono di cambiare il modulo. Le tante assenze convincono i due tecnici a modificare l'assetto tattico. Il Cagliari passa al 4-3-1-2, Pereiro fa il trequartista, Joao Pedro e Pavoletti sono le punte, con il braliano che ha licenza di muoversi tra le linee. Nella formazione iniziale non c'è Nandez, nel centrocampo a quattro Dalbert e Zappa sono gli esterni. In difesa c'è l'esordio di Goldaniga. Il Covid fa il resto con quattro contagiati (Grassi, Bellanova, Aresti e Lovato) che costringe il mister rossoblù a fare salti mortali. Mou sceglie il tridente e inserisce Felix dall'inizio, Abraham e Zaniolo completano il trio delle bocche da fuoco. Subito in campo l'ultimo arrivato Sergio Oliveira. Pellegrini dà forfait all'ultimo momento, gioca Veretout.

Soccorso Var. La tecnologia evita dopo pochi minuti un errore grossolano all'arbitro. Maggioni assegna un rigore alla Roma per fallo di Carboni su Zaniolo. Ma il difensore del Cagliari tocca nettamente il pallone. Pairetto lo richiama al video e il direttore di gara cambia la sua decisione. La gara è equilibrata, i rossoblù tengono bene il campo, linee strette tra i reparti e linee di passaggio chiuse. Solite difficoltà nella circolazione della palla, non c'è profondità e poca precisione nelle giocate. Così per i difensori giallorossi il compito è agevolato. Pavoletti prende il giallo è salterà la Fiorentina, così come Carboni, anche lui era in diffida. Il ritmo della partita è quasi soporifero, sia da una parte che dall'altra non si riescono a trovare sbocchi perchè c'è poco movimento senza palla.

Soccorso Var 2. È ancora la tecnologia a evitare al fischietto lombardo un'altra gaffe. Sul tiro di Sergio Oliveira il pallone tocca il bracco (largo) di Dalbert. L'arbitro lascia correre, Pairetto lo chiama ancora a vedere le immagini. Il tocco c'è, il rigore ci sta. Il portoghese lo trasforma e bagna l'esordio con il gol. E' l'unico sussulto di un primo tempo avarissimo di emozioni. Il Cagliari subisce il colpo e sembra non avere le forze per reagire contro un avversario che se aggredito può andare in difficoltà. E' una gara dai contenuti tecnici davvero poveri. Saranno le tante assenze a condizionare sia una che l'altra formazione, di sicuro si vedono giocate imbarazzanti e una quantità industriale di passaggi sbagliati. Il dato negativo è che i Quattro Mori non tirano una sola volta nello specchio della porta.

La sagra dell'orrore. Nei primi 5' del secondo tempo si contano complessivamente 13 passaggi sbagliati. I due allenatori sono basiti in panchina, non riescono a capacitarsi per la pessima qualità del palleggio. Il Cagliari fa una faticaccia ad uscire dalla propria metà campo, anche quando ha praterie a disposizione, l'assist è sempre fuori misura. Vengono sbagliati anche i falli laterali e quando faticosamente viene conquistato un angolo, calciato in modo orribile. Ai rossoblù manca lo spirito agonistico, la verve per alzare i ritmi e provare a mettere alla frusta un avversario non in grande serata.

Carta Nandez. A una ventina di minuti dalla fine Mazzarri getta nella mischia Nandez. Fuori uno spento Pereiro, bruttissima copia del giocatore che ha deciso la sfida col Bologna. Si torna al 3-5-2. Il Cagliari vorrebbe provarci ma gli manca sembra qualcosa per trovare il guizzo giusto. Dentro anche Lykogiannis per Dalbert. Mazzarri le prova tutte per scuotere i suoi. La traversa nega a Joao Pedro la gioia del pari, ma è l'unica vera azione costruita dai Quattro Mori dell'intera partita. Davvero troppo poco per pensare di farla franca. La corsa salvezza subisce uno stop. Per centrare l'obiettivo serve una carica agonistica diversa da quella vista ieri.



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