Ruggero Tita: "Grazie Sardegna, il mio oro è nato qui"

Ruggero Tita e Caterina Banti festeggiano l'oro a Tokyo

Il velista olimpionico a Tokyo è ritornato a Cagliari ad allenarsi con Caterina Banti in vista dei Giochi di Parigi

CAGLIARI. «Nella medaglia d'oro che abbiamo conquistato a Tokyo c'è anche un pezzo di Sardegna». Ruggero Tita, con a prua Caterina Banti, è tornato ad allenarsi nel Golfo degli angeli dove lo scorso anno aveva completato la campagna olimpica prima di partire per il Giappone. Ogni giorno, quando entra di prepotenza il vento termico, la coppia d'oro della vela italiana scende in acqua e inizia a sfrecciare in lungo e in largo davanti alla spiaggia del Poetto. Ruggero Tita, 29 anni, trentino (Fiamme Gialle), e Caterina Banti, 34 anni, laziale (circolo nautico Aniene) si allenano con il team azzurro guidato da Ganga Bruni (fratello di Checco, timoniere ad Auckland di Luna Rossa) della classe Nacra 17, il catamarano olimpico col quale la scorsa estate hanno vinto l’oro alle Olimpiadi di Tokyo, interrompendo un lungo digiuno.

«Del Golfo degli angeli ormai conosco ogni segreto – dice il timoniere Ruggero Tita, al ritorno dal suo consueto allenamento in mare–, ho cominciato proprio a Cagliari, nel 2014, con la classe 49er, la campagna olimpica verso Rio 2016. Poi, quando sono passato sul Nacra tutti gli inverni li ho passati nel golfo cagliaritano, dove ho trovato sempre le condizioni ideali per allenarmi». Ruggero è abituato ad allenarsi in inverno con temperature abbastanza rigide, quelle del Trentino, sul lago di Garda, dove prevalgono la ora e il peler, due venti che iniziano a soffiare dal primo mattino.

«Il maestrale è tutta un'altra cosa, per me e Caterina è una manna che viene dal cielo. Quel vento forte con acqua piatta che ci permette di allenarci con grande intensità davanti alla Sella del diavolo, il mio punto di riferimento per compiere lunghi borghi non lontani dalla spiaggia del Poetto. Poi, è fondamentale la temperatura mite, che ci consente di dare più continuità al nostro lavoro, rispettando il programma giornaliero. Cagliari ha le condizioni perfette, simili a quelle di Marsiglia, la location dedicata alla vela dove si svolgeranno le Olimpiadi di Parigi 2024».

Non si accontenta di fare le perfomance con il Nacra 17, un'imbarcazione che in condizioni ideali riesce a planare e volare sull'acqua. Ruggero Tita sfrutta il maestrale anche cimentandosi con gli sport un po' estremi come il wing foil, un'ala gonfiabile che si tiene sulla tavola dotata di hydrofoil con entrambe le mani. Un “giocattolo” che consente di decollare e sfruttare il vento raggiungendo notevoli velocità ad alcuni metri sopra l'acqua. «Bisogna spingersi oltre il proprio limite. Il wind foil è fondamentale per uno che fa uno sport di improvvisazione come il nostro. A Cagliari ho potuto constare che il wing è molto praticato, d'altronde tutto quello che va sul foil oggi è di moda». Al Poetto non sfrecciano solo i Nacra 17. Ci sono anche le altre derive olimpiche, come i 4.70, i 49er, la Formula Kite, l'Ilca 6 e 7, le tavole IQ Foil, che rimarranno nel Golfo degli angeli fino a marzo.

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