«La Dinamo scalpita finalmente in campo»
di Andrea Sini
Basket, domani i sassaresi fanno visita alla Dolomiti Energia Trento Coach Piero Bucchi: «La guerra in Ucraina? È uno choc per tutti»
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SASSARI. «Sono in arrivo tre impegni in otto giorni, ma ci siamo preparati bene e soprattutto abbiamo una gran voglia di tornare in campo». Piero Bucchi mette a fuoco un trittico importantissimo per la sua Dinamo, che domani pomeriggio alle 19 farà visita alla Dolomiti Energia Trento dopo un lunghissimo stop.
«Affronteremo una squadra molto fisica e con tanto talento in tutti i giocatori – dice il coach biancoblù –. Siamo convinti che sarà una gara complicata, ma siamo anche consapevoli di avere fatto una buona settimana di lavoro. Abbiamo rimesso piano piano insieme i pezzi, perché alcuni di noi erano impegnati con le nazionali. Io sono tornato mercoledì, da giovedì abbiamo riavuto Kruslin e Treier e in palestra ho visto una buona intensità. Abbiamo davvero tanta voglia di giocare, a parte la gara contro Milano nella Final Eight, nella quale non eravamo al meglio, non giochiamo in campionato dal 30 gennaio. L’obiettivo è ritrovare quanto prima la condizione che avevamo raggiunto prima del Covid».
Uno dei duelli che caratterizzeranno la sfida di domani sarà quello tra i play, con Gerald Robinson dalla parte di Sassari e Diego Flaccadori sulla sponda opposta. «Flaccadori è diventato un giocatore di grande personalità – sottolinea Bucchi – si vede che ha giocato all’estero, ha acquisito una mentalità importante come quasi sempre accade a chi fa esperienza fuori. Penso per esempio a Polonara e Melli. Quando sei fuori dalle tue abitudini devi allacciarti le scarpe, giocare bene per non restare ai margini. E ora è un elemento davvero solido».
Il tecnico bolognese ha poi parlato della soddisfazione per il rinnovo del contratto con la Dinamo («sono rimasto sorpreso e felicissimo per questa opportunità, ringrazio il presidente e la società. Per me è stato davvero un colpo di fulmine») e dell’aria che tira nello spogliatoio a proposito di quello che sta accadendo in Ucraina. «Noi facciamo una vita normale ma ogni volta che accendiamo la tv abbiamo la morte nel cuore. Ciò che si sente nei telegiornali è assurdo, in nazionale abbiamo indossato una coccarda per dare un piccolissimo segnale di solidarietà. I ragazzi sono tutto sommato sereni, le loro famiglie sono al sicuro quindi non hanno una preoccupazione diretta. Ma tutto il mondo è in apprensione. È stato bellissimo vedere il risultato della mobilitazione della Fondazione Dinamo, con la raccolta di beni da inviare nelle zone di guerra. Faccio i complimenti a loro per tutto quello che fanno».
«Affronteremo una squadra molto fisica e con tanto talento in tutti i giocatori – dice il coach biancoblù –. Siamo convinti che sarà una gara complicata, ma siamo anche consapevoli di avere fatto una buona settimana di lavoro. Abbiamo rimesso piano piano insieme i pezzi, perché alcuni di noi erano impegnati con le nazionali. Io sono tornato mercoledì, da giovedì abbiamo riavuto Kruslin e Treier e in palestra ho visto una buona intensità. Abbiamo davvero tanta voglia di giocare, a parte la gara contro Milano nella Final Eight, nella quale non eravamo al meglio, non giochiamo in campionato dal 30 gennaio. L’obiettivo è ritrovare quanto prima la condizione che avevamo raggiunto prima del Covid».
Uno dei duelli che caratterizzeranno la sfida di domani sarà quello tra i play, con Gerald Robinson dalla parte di Sassari e Diego Flaccadori sulla sponda opposta. «Flaccadori è diventato un giocatore di grande personalità – sottolinea Bucchi – si vede che ha giocato all’estero, ha acquisito una mentalità importante come quasi sempre accade a chi fa esperienza fuori. Penso per esempio a Polonara e Melli. Quando sei fuori dalle tue abitudini devi allacciarti le scarpe, giocare bene per non restare ai margini. E ora è un elemento davvero solido».
Il tecnico bolognese ha poi parlato della soddisfazione per il rinnovo del contratto con la Dinamo («sono rimasto sorpreso e felicissimo per questa opportunità, ringrazio il presidente e la società. Per me è stato davvero un colpo di fulmine») e dell’aria che tira nello spogliatoio a proposito di quello che sta accadendo in Ucraina. «Noi facciamo una vita normale ma ogni volta che accendiamo la tv abbiamo la morte nel cuore. Ciò che si sente nei telegiornali è assurdo, in nazionale abbiamo indossato una coccarda per dare un piccolissimo segnale di solidarietà. I ragazzi sono tutto sommato sereni, le loro famiglie sono al sicuro quindi non hanno una preoccupazione diretta. Ma tutto il mondo è in apprensione. È stato bellissimo vedere il risultato della mobilitazione della Fondazione Dinamo, con la raccolta di beni da inviare nelle zone di guerra. Faccio i complimenti a loro per tutto quello che fanno».
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