Claudia, star del calciobalilla cresciuta fra i “tavoli” dei bar
L’azzurra ha fatto i Mondiali di calcioballilla: «Poteva andare meglio»
OLBIA «Poteva andare meglio», ma come si dice in questi casi c’è quantomeno la soddisfazione «di aver perso contro le squadre più forti». Claudia Ortu commenta la sua avventura a Nantes proprio dall’aeroporto, poco prima di tornare nell’isola. Lei, originaria di Serramanna, 31 anni, era una delle atlete della nazionale italiana in gara ai mondiali di calciobalilla. Il calcio visto con le stecche e con i movimenti di polso.
Ai campionati del mondo, in scena in terra francese nei giorni scorsi, la selezione azzurra ha portato a casa un terzo posto conquistato da una coppia maschile under 19. Tra le ragazze, Claudia si è fatta valere. «Ma siamo state sfortunate perché abbiamo beccato le squadre più forti, e non è per trovare una scusa», ci tiene subito a precisare. Nel girone con Austria e Germania, poi fase a eliminazione dove si è ceduto il passo agli Stati Uniti. La finale successivamente è stata proprio tra Usa e Germania, hanno vinto le tedesche.
Le partite si giocano in quattro set alternandosi tra singoli e coppie, vince chi arriva per primo a 40 gol. « In Italia si gioca con regole diverse rispetto ad altri paesi. Ci sono tante piccole cose, posso dire che semplicemente sono riassumibili in tutti quei comportamenti che sin da quando si inizia a giocare a biliardino da piccoli, da noi, si impara a non dover fare, un bel paradosso». Il movimento italiano sta crescendo, in Sardegna si rimane per il momento un passo indietro («ma è un fatto di tradizione, ci sono regioni dove il calciobalilla è più praticato e si organizzano più competizioni»). Ci sono le eccezioni, come l'Arzachena che ha vinto l'ultimo scudetto, come lei, Claudia Ortu, che brilla tra le azzurre del biliardino e che rappresenta l'isola nell'Italia.
Per la giovane si trattava del secondo Mundial. «Ho cominciato a prendere parte a tornei nazionali nel 2018, l'anno dopo ho esordito al mondiale di Murcia. Questa volta è stata diversa, sono riuscita a tenere più i piedi per terra e senza aspettative troppo grandi».
Si parla di passione, ma è una cosa seria. Claudia ha ereditato l'abilità con le stecche dal padre, è cresciuta nei biliardini dei bar, spesso si allena da sola a casa. «Ma non è proprio facile, io sono portiere e mi servirebbe qualcuno che tiri», se la ride. Già nei prossimi mesi la aspettano le prossime competizioni italiane. Testa già al prossimo mondiale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
