I pronostici di Acciaro: «Uno stuolo di favorite nell'Eccellenza»
Il tecnico dell'Ilva fa la radiografia al campionato che prende il via domenica
La Maddalena Domenica scatta il campionato regionale di Eccellenza con 19 squadre al via: Arbus, Bosa, Ferrini, Ghilarza, Li Punti, Monastir, Nuorese, Budoni, Ossese, San Teodoro-Porto Rotondo, Sant’Elena, Taloro Gavoi, Villacidrese, Carbonia, Lanusei, Latte Dolce, Calangianus, Monteponi Iglesias e Tharros.
A fare la radiografia al massimo campionato regionale è l’allenatore maddalenino Sandro Acciaro, che la scorsa stagione lo ha vinto a mani basse per poi salutare da trionfatore. Ora è svincolato, libero di riprovarci. Questi i numeri, strabilianti, dell’Ilva di Acciaro: 73 punti, frutto di 22 vittorie, 7 pareggi e 5 sconfitte, miglior difesa con 22 gol subiti (a pari merito con la Nuorese), 20 gare su 34 con la porta inviolata, 61 reti fatte. «Ambizione, umiltà, sacrificio, attaccamento alla maglia e grande determinazione, queste le armi che ci hanno consentito di tagliare con pieno merito il traguardo della promozione in D – spiega l’ex tecnico dell’Ilvamaddalena–. I ragazzi hanno sempre dato il massimo e la società è stata impeccabile. Abbiamo giocato senza pressioni e, considerato che non era vietato sognare, ci abbiamo creduto sino in fondo superando avversarie di assoluto valore».
In questi campionati conta di più la tecnica o il fattore agonistico?
«Sono necessarie nella stessa misura entrambe le componenti. Certo, ci vuole testa, gambe, equilibrio e tanto altro. Indubbiamente la qualità dell’organico è fondamentale per conseguire obiettivi importanti e noi anche da questo punto di vista non ci siamo fatti mancare niente».
L’Eccellenza si può paragonare ad un campionato semiprofessionistico?
«È una realtà dove convivono squadre e atleti di grande valore, direi che è un campionato che si avvicina molto al professionismo. Noi, ad esempio, facevamo quattro allenamenti alla settimana, con una doppia seduta il mercoledì. A volte saltava la rifinitura del sabato per via delle trasferte. È stato un campionato molto impegnativo».
Alla luce degli investimenti di mercato, quali sono le squadre favorite?
«Sono diverse le squadre con grosse potenzialità. Qualche nome: Ferrini e Taloro Gavoi, che hanno mantenuto un organico molto competitivo. Aggiungo anche il Budoni, ma non dimenticherei la Nuorese, l’Ossese, unitamente alle retrocesse dalla serie D, ovvero Carbonia, Lanusei e Latte Dolce, che ritengo abbiano le carte in regola per giocarsi l’immediata risalita. Ma nel lotto potrebbero inserirsene anche altre. Non si escludono eventuali sorprese».
Cosa pensa della regola degli Under?
«Se un giocatore è bravo, in campo ci va comunque. E’ molto importante il lavoro nel settore giovanile per far crescere i ragazzi».
In Sardegna c’è un allenatore emergente?
«Nicola Manunza del Monastir è sicuramente un giovane che ha dimostrato di far bene. Ma sono tanti i tecnici che si sono messi in luce negli ultimi anni soprattutto in Eccellenza, vedi Sebastiano Pinna della Ferrini, ex giocatore di grande esperienza e Giuseppe Cantara della Nuorese, quest’anno al Tempio».
Quanto conta partire con il piede giusto ?
«E’ importante, anche se ad esempio l’Ilvamaddalena ha avuto un avvio non brillantissimo, poi si è rifatta nel proseguo della stagione. Buon campionato a tutti!».
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