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Sergiu Suciu: «La Torres mi ha subito stregato, sono curioso di conoscere i sardi»

Sandra Usai
Sergiu Suciu: «La Torres mi ha subito stregato, sono curioso di conoscere i sardi»

Il centrocampista romeno è arrivato in Italia che aveva solo 13 anni

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Sassari E' una Torres targata SS. Come Sassari. E come Sergiu Suciu, nuovo faro del centrocampo rossoblù. Il giocatore romeno, originario della Transilvania, è stato il colpaccio del fiorente mercato (in entrata) della società sassarese, per farsi trovare attrezzata al punto giusto nell'esigente mondo della Lega Pro. Trentadue anni, centrocampista esperto e affidabile, Sergiu è arrivato tredicenne in Italia, figlio unico di una coppia dell'Est europeo che ha scelto come base di vita e lavoro Torino. Il calcio è subito una passione bruciante che trova sfogo nella celebrata scuola granata e nel Toro dopo la trafila giovanile fa anche l'esordio in serie A. La sua carriera si sviluppa tra i professionisti, con numerosi campionati in B e C, conquistando una promozione in A nel suo ritorno al Torino e poi vestendo le maglie di Juve Stabia, Crotone (con 126 presenze con i calabresi) in B, Lecce, Cremonese e Pordenone in C e poi ancora in B con un triennio a Venezia e ultime tre stagioni in C con Juve Stabia e Pistoiese. Un viaggio calcistico lungo e vivace che ora fa tappa a Sassari.

La scelta di varcare il mare e legarsi alla Torres, che recita da matricola in terza serie, è presto spiegata e poggia su due cardini precisi e decisivi: i programmi ambiziosi della società e il fascino della Sardegna. «La Torres ha una storia lunga 120 anni, ha tradizione e una società seria che sa quel che vuole – dice Suciu – e sta portando avanti un progetto importante a cui io posso contribuire. La possibilità di giocare in questa squadra mi ha subito intrigato, anche perchè si trova in un'isola che è un paradiso terrestre. L'esperienza mi incuriosiva, amo il mare e vivere in un posto così meraviglioso è stata una forte spinta per puntare su Sassari, oltre alle informazioni sul club. Sono contento della scelta. Le impressioni sono buone, ho trovato un gruppo "sano", uno staff tecnico preparato e un ottimo allenatore che è anche una bella persona. La città? Purtroppo tra un allenamento e l'altro ho visto molto poco, appena avrò l'occasione di visitarla lo farò, spingendomi anche sulla costa».

Ora non c'è tempo per il turismo, il via alla stagione è ormai imminente e le aspettative dei sassaresi, in campo e fuori, sono alte. «Siamo tutti ambiziosi, i tifosi e anche noi che sentiamo intorno un grande entusiasmo. Speriamo di disputare un campionato importante, che soddisfi le esigenze della piazza».

Sergiu Suciu è un centrocampista buono per tutti gli usi, nel senso che non è ancorato a una posizione precisa, per la gioia dell'allenatore a cui offrirà più soluzioni. «Sono una mezzala che ama il palleggio, ma posso giocare anche da trequartista o piazzarmi davanti alla difesa. Dove vorrà il mister io ci sarò. Anche se dietro le punte mi piace un po' di più».

La certezza ora è solo il numero di maglia, ma perchè il 34? «Era del mio giocatore di basket preferito, Paul Pierce, detto The Truth (la verità), dei Boston Celtics. La mia vera fissa resta comunque il calcio, in tivù lo seguo per ore e la mia fidanzata Camilla non è tanto felice di questa mia inguaribile passione».

Nel gruppo rossoblù ha legato in modo particolare con Mattia Lombardo («ottimo giocatore e ragazzo meraviglioso, abbiamo molti punti in comune e speriamo di avere anche in campo lo stesso feeling») e per loro come per tutti i compagni l'attesa è grande per il via al campionato. «Finalmente si parte, ci mettiamo subito alla prova con un avversario tra i più forti del girone. L'Entella ha sempre costruito le sue fortune sul proprio campo ma vogliamo iniziare col piede giusto ed essere al top per l'esordio». Prima ci sarà il bagno di folla col popolo rossoblù alla presentazione della squadra. «Sarà un primo contatto beneaugurante, riceveremo affetto e calore ben sapendo di doverlo meritare, sempre».

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