L'olbiese Nicolò, asso della vela: «Ora sogno la Nazionale»
Cassitta si confessa: «Per due anni ho giocato con i giovanissimi dell’Olbia, squadra che amo e seguo ancora»
Olbia Lo scorso agosto a VIllamoura, in Portogallo, ha vinto il campionato mondiale Ilca 4, domenica invece si è aggiudicato nelle acque di Salerno l'Italiano giovanile in singolo. Una stagione da incorniciare quella di Nicolò Cassitta, olbiese, 15 anni compiuti ad aprile, 170 centimetri d'altezza per 62 chili. «Sono soddisfatto per come si è conclusa la stagione – dice il velista dello Yacht Club Olbia –. Il titolo italiano Ilca 4 è stata la ciliegina sulla torta che ha completato la serie delle regate nazionali e internazionali. Peccato, perché avrei potuto centrare la triplette, che ho mancato per un soffio. Al campionato europeo disputato a Dziwnow, in Polonia, sono arrivato secondo a pari punti, comunque sempre un grande risultato che mi ha dato la carica per le altre regate del calendario, comprese quelle dell'Italia Cup».
È un ragazzo semplice il campione del mondo Ilca 4 (l'ex deriva Laser giovanile 4.7, che oggi è chiamata Ilca), è iscritto al 2° anno del liceo scientifico "Mossa" di Olbia, città dove è nato e ha iniziato a praticare la vela, passando prima per il calcio.
«Per due anni ho giocato tra i giovanissimi dell'Olbia, squadra che seguo e tifo ancora. Bisticciavo tra il calcio e la vela e alla fine ho dovuto fare una scelta: non potevo praticare due sport contemporaneamente e così ho scelto di dedicarmi alla vela. Ho iniziato a 8 anni con le piccole imbarcazioni della classe Optimist. Mio padre non è un velista né è un appassionato di questo sport: mi sono avvicinato allo sport velico grazie a un mio amico,. Emilio Dessena. Con l'Optimist ho vinto diverse regate, la più importante è stata quella nazionale del trofeo Kinder. Ho iniziato con i cadetti per passare poi agli Juniores e infine a 13 anni il grande salto all'Ilca».
Ma quanta fatica ci vuole per diventare un campione? «D’estate mi alleno sei volte la settimana, quattro ore in mare e tre in palestra, dove sono seguito da Daniele Murru, il mio preparatore atletico che mi seguiva già quando regatavo con l'Optimist. L'Ilca, secondo me, è la barca più completa, nel senso che hai bisogno di una buona tecnica in barca, avere il giusto fisico e resistenza. Poi, bisogna riuscire a restare concentrato sia in allenamento che in regata, perché al minimo errore, alla minima distrazione, puo perdere tanto. Il mio sogno nel cassetto è quello di arrivare alla nazionale. Ma devo continuare a mantenere questo standard perché prima o poi potrebbe arrivare la chiamata. Intanto continuo ad allenarmi in vista della prossima tappa di Porto Rotondo, dove voglio provare la deriva superiore, l'Ilca 6, l'ex Radial».
Ma non c’è solo la vela. «Mi piace molto il basket e sono tifoso della Dinamo, ho visto diverse partite al PalaSerradimigni di Sassari. In tv però seguo gli incontri di grande livello, quelli internazionali della Nba. In generale mi piace provare tutti gli sport».
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