Francia-Argentina: in palio un posto nella storia
Finalissima del mondiale (tv ore 16 su Rai 1): sfida fra le stelle Mbappè e Messi
Doha C'è un appuntamento con la storia oggi (ore 16 italiane,Rai1) a Lusail, la città nuova di zecca alla periferia di Doha, cresciuta per ospitare lo stadio della finale dei Mondiali. La Francia di Mbappé sfida l'Argentina di Messi, le due grandi favorite del torneo. Didier Deschamps sa che può diventare il ct più vincente della storia dei Bleus campioni del mondo in carica non vuole perdere l'occasione o deconcentrarsi. La sesta finale mondiale nella storia dell'Argentina coinciderà verosimilmente con l'ultimo capitolo dell'epopea calcistica del suo messia dell'era post-Maradona, ossia Leo Messi, particolarmente motivato nel trascinare i suoi verso la coppa.
Alle prese fino a poche ore fa con il misterioso "virus di Doha" che ha costretto a letto molti di loro, i francesi ieri erano tutti in piedi e in campo ad allenarsi (il giorno prima assenti Varane, Konaté, Coman, Tchouaméni e Theo Hernandez). Addirittura non è esclusa anche la presenza di Benzema, anche se soltanto la domanda, più volte posta a Deschamps in conferenza stampa, fa ogni volta infuriare il ct. Il ct francese, in allenamento, ha riprovato la formazione che aveva concluso vittoriosamente la semifinale con il Marocco, quella con Thuram a sinistra e Mbappé al centro dell'attacco.
Nella seconda parte della seduta, Giroud ha ritrovato il posto al centro dell'attacco. Non si sa se si sia trattato di una vera simulazione per l'incontro di domani o della verifica dell'esistenza di un'alternativa valida all'undici fin qui titolare.
A Deschamps è stato ricordato che la maggioranza degli spettatori allo stadio tiferanno Argentina e che quasi "tutto il mondo" è contro i Bleus: «So che loro hanno un appoggio popolare importantissimo, il popolo argentino è appassionato... ma i nostri avversari saranno in campo non in tribuna e di fronte avremo tanta qualità da doverci per forza concentrare su questo. Tutte e due le squadre hanno lo stesso obiettivo, una sola delle due avrà la terza stella sulla maglia dopo la partita. Non sono preoccupato o stressato».
In casa albiceleste la “Pulce” è all'ultima recita in un Mondiale, ma anche alla seconda finale per la coppa più ambita, dopo quella disputata a Rio de Janeiro contro la Germania (vittoriosa nei supplementari grazie a una rete di Mario Goetze). Basta questo per rendere la finalissima di oggi a Doha una partita speciale e donarle una certa sacralità. Messi di finali ne ha giocate tante, anzi tantissime, ma soprattutto sa come vincerle. Per questo il ct della Seleccion,
Lionel Scaloni, lo chiama in causa nella partita che vale tutto: «Leo ha detto che sarà la sua ultima partita ai Mondiali? Allora spero che vinca e poi saluti; prima, però, deve alzare la coppa. Sarebbe magnifico pensare che noi possiamo assaporare questo momento insieme a lui. Sarebbe il miglior modo per congedarsi», le parole del tecnico che, con Acuna e Montiel, sembra non avere problemi di formazione. Il seguito dell'Argentina sarà ingente, con almeno 40 mila tifosi pronti a sostenerla. Non tutti, però, sono a Doha col biglietto della finale in tasca; secondo le autorità locali almeno 8mila rimarranno fuori dallo stadio e si rischiano problemi di ordine pubblico. La Nazionale che vincerà oggio conquisterà il terzo titolo diventando così la quarta per vittorie del trofeo dietro il Brasile con cinque successi, Germania e Italia con quattro.
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