Gandini conquista il Banco
La riscossa dei dodicesimi: è reduce da una gran prova a Venezia. Il 37enne centro: «Giocare poco e farsi trovare pronti, mica facile»
Sassari Insieme a quelli che come lui “giocano poco” potrebbe fondare un partito. E Luca Gandini, centro della Dinamo che il 2 gennaio riceve Brescia per giocarsi una buona fetta di accesso alle Final Eight, sarebbe un ottimo portavoce per una categoria di atleti ai quali per motivi di natura tecnica, di abbondanza nel roster oppure di età, vengono concessi minutaggi limitati o magari nulli. “Gando” però sa bene quale è il suo ruolo in questo gruppo e il sorriso non lo abbandona mai, anzi la sua esperienza è un’arma in più.
Arma che a volte può divenire importante, come accaduto lunedì scorso a Venezia, quando la situazione falli degli altri lunghi ha spinto coach Bucchi a sfruttarlo come non mai. E lui si è fatto trovare pronto, sfoderando una prova di eccezionale concretezza contro avversari tostissimi come quelli della Reyer, che alla fine ha avuto la meglio su un Banco comunque da applaudire. Ma quanto è difficile fare i Gandini della situazione? «Ne parlavamo proprio con Chillo che nella Reyer ha un ruolo simile al mio, ci siamo detti che non è semplice, ma quando il coach ci chiama in causa cerchiamo di dare tutto. Ammiro molto i giocatori che magari alcune partite non giocano e poi riescono comunque ad essere d’aiuto alla squadra e rispondono presente, come Biligha o i Mazzola».
Trentasette anni, di Trieste, figlio dell'ex portiere della Triestina Rino Gandini, una vita tra A2 e B1, prima volta in A con Varese a 34 anni, poi tre stagioni a Sassari, ammette di essersi «trovato qualche volta in difficoltà, ma allenandosi con maggiore intensità come stiamo facendo ora è più facile. E giocare con uno come Gerald Robinson, molto bravo a metterti in ritmo, o con un Chris Dowe che sta tornando in condizione, il compito è decisamente più semplice».
Il Banco insegue punta a chiudere il girone di andata entro le prime 8 per giocare in Coppa Italia: «Qualche speranza di qualificarsi passa per la gara con Brescia – spiega Gando – Ho ancora in mente la serie di semifinale con la Leonessa Brescia, furono gare di grande livello, molto combattute, ci andò bene e speriamo di ripeterci lunedì». I lombardi sono in gran forma, batterli può rappresentare la vera svolta: «Come noi hanno avuto difficoltà a causa degli infortuni – spiega Gandini – e sono intervenuti sul mercato con Taylor e Nikolic, ma ora sono in grande crescita. L’accesso alle F8 dipende da noi: se vinciamo le 3 gare che restano al 90% è fatta. Ogni domenica è un test: Brescia è squadra profonda e lanciata, poi ci sarà Reggio Emilia che si deve salvare, quindi Brindisi che ambisce anch’essa alla qualificazione. Sono ottimista, ma bisogna fare come con Malaga, dove sin dal riscaldamento eravamo convinti di poterci giocare le nostre carte e abbiamo vinto su un campo difficilissimo».
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