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L’infortunio di Kruslin ha fatto saltare il Banco

di Antonello Palmas
L’infortunio di Kruslin ha fatto saltare il  Banco

L’assenza del croato spallata decisiva agli equilibri biancoblù Il ko di Verona è figlio delle defezioni delle ultime settimane 

04 aprile 2023
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inviato a Verona La travolgente cavalcata fatta di sette vittorie di fila e nove successi nelle ultime dieci gare, una striscia incredibilmente anomala in un campionato che un po’ per tutti è stato caratterizzato da un cammino fatto di scivoloni e riscosse, si è interrotta sotto l’Arena di Verona, dove la Dinamo ha incassato una sconfitta non del tutto inattesa. Dice: prima o poi doveva succedere, ma questo gruppo negli ultimi mesi ha dato l’impressione di poter continuare a macinare avversari, sicuro di trovare sempre la chiave giusta per decriptare ogni situazione. Ma anche il Banco è fatto di uomini (seppur Giganti...) e se ne vengono a mancare alcuni che sono elementi cardine dello scacchiere biancoblù possono nascere problemi di tenuta. Magari non subito.

Rientro senza luci Nelle ultime settimane Bucchi e i suoi sono stati eccezionali nel mascherare le assenze di Gerald Robinson e Jamal Jones, ma nel frattempo il lavoro in palestra durante la settimana ne ha evidentemente risentito. Il primo è rientrato proprio domenica al PalaOlimpia veronese e ,come era facile immaginare, il folletto di Nashville non era al top della forma, ha commesso diverse ingenuità in fase di costruzione dell’azione regalando palle a ripetizione e per giunta facendosi fagocitare dai collassamenti della difesa nei tentativi di attaccare il ferro. Il secondo è ancora fuori, la caviglia del trentenne dell’Arkansas sembra sempre sul punto di guarire definitivamente per poi prendersi gioco dell’ala e dello staff.

Assenza Kru(cia)le Ma il guaio è che contro la Tezenis mancava anche Filip Kruslin, che ha due caratteristiche non da poco: la prima, la più appariscente, è la precisione dal perimetro che ne ha fatto uno dei tiratori più temuti dell’intera Lega A di basket. La seconda, spesso sottovalutata ma non dai più attenti e soprattutto dal coach e dai compagni, è la capacità in difesa di annullare l’uomo, spesso il più pericoloso. Due “arti” che non trovi facilmente, specie nello stesso giocatore. L’assenza del croato ha rappresentato la vera spallata per un gruppo eccezionale anche nel nascondere i problemi, senza peraltro mai crearsi alibi, il giocatore di Zagabria è uno stabilizzatore, un collante cui Bucchi non può rinunciare. Non è un caso che la sua prima gara saltata sia anche una gara persa. Da aggiungere un Kaspar Treier febbricitante, da cui la prova incolore dell’estone, e il quadro è chiaro.

La classifica Mezzo allarme. Ora resta da capire quanto tempo ha la Dinamo per riacquistare lo smalto che a Verona ha mostrato di aver smarrito cedendo alla grande voglia della Scaligera trascinata da un grande pubblico (ma anche i tifosi sassaresi erano più del solito, da Veneto, Lombardia e Romagna, e si sono fatti sentire in maniera eccezionale).

I risultati dell’ultima giornata hanno complicato ulteriormente la situazione sia per il secondo posto (Milano perde in casa con Venezia e viene raggiunta da Tortona), che per la zona playoff: il Banco è sempre quarto, ma è stato raggiunto da Varese su cui vanta la differenza canestri, perde Brindisi a Tortona e resta a -2 dai sassaresi che dovranno incontrare in trasferta i pugliesi tra due settimane, mentre a -4 ci sono Venezia, Trento (che passa a Pesaro) e gli stessi marchigiani, tre squadre su cui comunque la Dinamo è in vantaggio nella differenza canestri.

Allarme rosso? No, ma occorre fare in fretta a riprendersi perché dopo il match con Treviso della vigilia di Pasqua e la trasferta sul canale di Otranto Sassari riceverà Trieste (a metà strada tra playoff e ultimi posti e che domenica ha battuto la Virtus) e Reggio (in lotta per non retrocedere, anche il fondo classifica si è complicato con 4 club a 16 punti) e dovrà giocare in casa di Bologna e Milano, non più pressate dagli impegni di Euroleague e concentrate sullo scudetto. Sarebbe un peccato non conservare l’attuale posizione ed è sicuro che Sassari non ha intenzione di accontentarsi.

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