Makoumbou padrone del centrocampo, il congolese trascinatore del Cagliari
Ranieri artefice della sua crescita lo pungola ancora: «Deve sveltire la manovra e verticalizzare di più»
Cagliari C’è un Makoumbou nel motore del Cagliari che è approdato alla finale dei play off promozione per la serie A. Antoine, classe 1998, è il gioiello del centrocampo del Cagliari.
L’ascesa del congolese. Un pupillo di Claudio Ranieri, su cui il tecnico ha puntato tutto per far decollare il rendimento della squadra. Quando è arrivato sulla panchina rossoblù, all’inizio dell’anno, il tecnico romano ha lavorato molto su di lui, che pure aveva mostrato doti interessanti ma aveva il vizietto di tener troppo palla. Ora Makoumbou è cresciuto sotto questo profilo, tanto da far dire a Ranieri dopo il pari di Parma che ha spalancato alla squadra le porte della finale, che «con lui in campo il Cagliari è più armonico. Anche se a volte tiene la palla di più di quanto non serva. Gli ho detto che se fa due passaggi di seguito gli regalo dello Champagne».
Antoine è nato a Parigi ma le sue origini sono congolesi e con la nazionale africana ha già collezionato 13 presenze e un gol. E’ arrivato a Cagliari da semisconosciuto e da un campionato che non evoca certo fuochi d’artificio calcistici, la Slovenia. Con il Maribor, 33 partite in serie A. In rossoblù subito un gol alla seconda giornata nella prima vittoria in campionato della squadra contro il Cittadella, poi un torneo altalenante, sino all’arrivo di sir Claudio.
Ranieri lo ha saputo valorizzare, gli ha intanto ripetuto come un ossesso di essere veloce nel liberarsi la palla e poi la utilizzasto in diverse posizioni nel campo, sfruttando le sue doti tecniche e l’intelligenza calcistica. «Sapevo che Makoumbou fosse una mezzala – ha sottolineato ancora Ranieri –, l’ho inserito in quella posizione per una questione di emergenza, causa i tanti infortunati. Ma poi ho cambiato, mettendolo a tutto campo. Questo è il suo ruolo: una mezzala a tuttocampo».
Titolare fisso. Ranieri ha l’occhio lungo grazie a un’esperienza che si è stratificata in oltre trent’anni di carriera calcistica. E con Makoumbou ha trovato un titolare fisso, uno dei pochi intoccabili, al pari di Radunovic, l’unico che lo supera come presenze nella squadra rossoblù in questa e Lapadula. «Ripeto, vorrei che giocasse più a uno-due tocchi. Verticalizzare, ma sta migliorando tanto. E poi, non è certamente Kanté, ma mi fa sentire comunque tranquillo».
I social. Makoumbou, da parte sua, è di poche parole. Ma sta vivendo con grande concentrazione questa fase importante della stagione. Le sue emozioni le regala sul suo profilo Instagram in cui scrive dopo la qualificazione alla finale per la promozione: «Andiamo av anti insieme, con la forza del gruppo». Poi una foto con la divisa rossoblù e una frase, in francese, che non lascia dubbi sul suo impegno: «Metti sempre in campo la fiducia sui tuoi mezzi, vedrai che funzionerà...».
Duello fra bomber. Nella sfida Cagliari-Bari c’è anche il duello fra i due bomber delle rispettive squadre. Gianluca Lapadula, a segno 24 volte, si è laureato capocannoniere del torneo. Il marocchino Cheddira è arrivato comunque a una cifra considerevole. 17 reti. Un Cheddira che, tra parentesi, aveva anche deciso la partita dell’andata a Cagliari, con un suo gol. Resta soltanto un piccolo dubbio sulle condizioni di Lapadula, uscito malconcio sabato dal Tardini. Ma conoscendo la tempra e la voglia dell’italo-peruviano, sembra difficile che possa dare forfait giovedì.
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