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Finale playoff, il Cagliari crede nell’impresa: Ranieri scuote la squadra

Finale playoff, il Cagliari crede nell’impresa: Ranieri scuote la squadra

I rossoblù sono sembrati in debito di ossigeno nel secondo tempo. Il recupero di Dossena irrobustirà una difesa apparsa troppo molle

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i Enrico Gaviano

Cagliari Più che la difficoltà generica di poter riuscire a sbancare il San Nicola, l’attenzione per la partita di ritorno dei playoff promozione in casa rossoblù è rivolta sulla tenuta fisica della squadra. Domenica l’ultimo appuntamento di una stagione estenuante, iniziata il 13 agosto, 10 mesi fa. Cagliari ci arriva con il serbatoio in riserva. Lo si è visto chiaramente nel secondo tempo di giovedì contro il Bari che invece aveva preso il sopravvento collezionando palle gol a raffica.

Le mosse di Ranieri. Il tecnico nella finale d’andata è partito bene con il 4-3-1-2 che ha consentito alla squadra di muoversi con disinvoltura e di fare perno sulla qualità tecnica di Mancosu, ancora una volta assist man per Lapadula. L’uscita di scena del fantasista cagliaritano ha costretto il tecnico a fare delle scelte, ha optato per l’ingresso di Prelec, mantenendo il punto fermo di Luvumbo, anche se un po’ arretrato, a pungere sulla fascia sinistra e allo stesso tempo tenere a freno le scorribande di Dorval, motorino inesauribile sul fronte destro del Bari. Voleva, il tecnico, evitare che la squadra si schiacciasse troppo indietro. Ma il piano non è riuscito, intanto perché c’è stato un vistoso calo fisico, e poi perché gli sono mancati poco dopo anche Lapadula e il gigantesco Nandez di questi play off. Dall’altra parte Mignani ha messo l’artiglieria pesante con Folorunsho e Ceter. Insomma la supremazia ospite, con il Cagliari che sbagliava anche le più elementari uscite, è diventata quasi imbarazzante. Alla fine il gol è arrivato, anche se nella circostanza più beffarda per il Cagliari, su un calcio di rigore visto dal Var, che lo specialista Antenucci ha realizzato.

I ricambi rossoblù. E’ probabile che Ranieri metta mano alla sua rosa per operare qualche cambio. Di sicuro rientrerà in difesa Dossena, la cui assenza si è fatta sentire e non poco. E’ l’uomo ideale per mettere il bavaglio a uno come Cheddira che è sempre un’arma letale, anche se a Cagliari ha sbagliato l’impossibile. Probabile che in coppia con lui ci sia Obert e che il duo Goldaniga-Altare, non proprio brillante giovedì, sia tenuto momentaneamente in panchina. Altri cambi potrebbero essere operati a centrocampo, e dunque sono in preallarme sicuramente Kourfalidis e Rog, ma anche Lella. Intanto occorrerà verificare le condizioni di Nandez, e le forze residue rimaste a Deiola e Makoumbou. Poi c’è il capitolo Mancosu. Lui è stato davvero l’uomo decisivo in diverse occasioni, ma gli acciacchi lo attanagliano. La speranza è che possa esserci ma in alternativa Ranieri potrebbe anche pensare a Viola, o optare per il 4-4-2. Intoccabile il duo di punta con Lapadula e Luvumbo capaci di poter tirar fuori dal loro cilindro qualsiasi giocata decisiva.

Le prospettive. Il pari della finale d’andata ha cambiato in pochi secondi tutto. Con il successo al Cagliari sarebbe bastato non perdere a Bari. Ora invece deve andare al San Nicola, davanti a quasi 60mila spettatori, a fare bottino pieno. E il Bari? Come giocherà? Avrà ancora l’adrenalina del secondo tempo di Cagliari, o proverà a addomesticare la partita cercando di portarla sino infondo senza correre rischi? Ci si può attendere una partita a scacchi fra i due tecnici, e una partita giocata sul filo dei nervi in campo. Perché in fondo il Cagliari deve semplicemente vincere una partita. Lo stesso finale di campionato di un anno fa. A Venezia però in campo scese una squadra sfiduciata, insicura, che non riuscì nell’impresa. Il Cagliari targato Ranieri ha tutt’altra stoffa. Staremo a vedere.

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