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Torresmania versione “zen”: «Voliamo con prudenza»

di Roberto Sanna
Il Tecnico Alfonso Greco con il collaboratore Alessandro Frau
Il Tecnico Alfonso Greco con il collaboratore Alessandro Frau

Sesto successo di fila da record, ma la città vive con serenità il momento. Allenamenti senza pressioni, caccia al biglietto estesa all’hinterland

03 ottobre 2023
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Sassari «Scusi posso fare una foto ai giocatori che si allenano? Sa, sono di Ittiri, sono venuto qui a comprare il biglietto per la partita con l’Olbia e volevo approfittare dell’occasione...». Il tifoso si avvicina velocemente al prato verde del Vanni Sanna, scatta quasi furtivamente e si allontana con un sorriso verso la club-house. È uno dei tanti, piccoli segnali della Torresmania che sta cominciando a pervadere Sassari e il suo territorio.

Ripresa tranquilla Il sesto sigillo consecutivo strappato domenica contro la Juventus Next Gen non ha turbato più di tanto la routine della squadra. E nemmeno quella dei tifosi. Sugli spalti solo Raffaele, tifoso storico premiato quest’anno in piazza Tola per la sua fedeltà (che lo ha portato a comparire casualmente in una foto ufficiale della squadra), osserva l’allenamento appollaiato su uno dei seggiolini della tribuna coperta. Qualcun altro arriva alla spicciolata alla caccia di un biglietto per la sfida di Coppa Italia di domani sera e, come si suol dire, “butta un occhio” sull’allenamento che si svolge in uno stadio deserto. È un pomeriggio tipicamente estivo, fa molto caldo, la gente a quest’ora lavora. Non c’è nulla da celebrare, insomma, le statistiche lasciano il tempo che trovano e siamo solo a ottobre: la testa della classifica fa piacere, e tanto, ma non è ancora arrivato il momento del gioco veramente duro. Arriva anche un gruppo di ragazzini a caccia di un biglietto per la sfida di Coppa Italia contro l’Olbia, hanno i soldi contati, non sanno se riusciranno a comprare gli agognati tagliandi.

La Torresmania, insomma, è rimandata alle partite di domani sera con l’Olbia e a quella di domenica con la Lucchese, quarta forza del campionato: sold-out sicuro. Perché il popolo rossoblù è un gigante dormiente, migliaia di persone che aspettavano solo di essere svegliate e invogliate ad andare allo stadio per godersi un po’ di bel calcio e sognare quello che, più delle sei vittorie consecutive di inizio stagione celebrate dai media nazionali con un paragone ardito, accomuna la Torres all’Inter: “Mai stati in B”. Adesso il paragone si è spostato fino all’Olanda: solo il Psv Eindovhen, con 7/7 e 21 punti in campionato, ha fatto meglio dei rossoblù di Alfonso Greco.

Duri alla meta Il tecnico, in questo momento, più che a godersi il momento o spegnere gli entusiasmi è impegnato a farsi scivolare tutto addosso con un atteggiamento zen: «Fa piacere essere sulla cresta dell’onda, anche essere citati dalle testate nazionali – dice – ma certi paragoni sono fuori luogo, parliamo di semplici cifre statistiche e di mondi diversi. Sicuramente è un bel momento e noi lo viviamo nel modo giusto, se devo dirvi quello che più apprezzo della squadra è la capacità di stare insieme e fare gruppo. Bello anche sentire attorno a noi il calore di una città, ma la strada è lunga e sappiamo che questa striscia prima o poi finirà. Arriveranno anche momenti meno belli ed è importante prepararsi a vivere anche quelli e uscire indenni. Ai tifosi chiediamo solo di starci sempre vicino, a noi spetta il compito di farci seguire. Un passo alla volta, sempre concentrati. Il nostro pensiero adesso è alla partita con l’Olbia, una volta finita quella, cominceremo a pensare alla Lucchese».

Ricordi e rivincite L’ultima volta che la Lega Pro vide la Torres furoreggiare fu nel 2006, con i maledetti, sotto tanti punti di vista, playoff contro il Grosseto. Bisognava vincere in casa la partita di ritorno ma un rigore sbagliato da Tozzi Borsoi e una traversa colpita da Frau strozzò l’urlo in gola al popolo rossoblù. Quasi vent’anni dopo Alessandro Frau è ancora qui, al Vanni Sanna, stavolta come assistente del mister Greco: «Non mi è ancora andata giù. E come 17 anni fa, sento una città che spinge la sua squadra – racconta –. Anzi, quell’anno la cavalcata cominciò nel girone di ritorno adesso c’è stata una grande partenza. La stagione è lunga e ci sono squadre importanti, prima o poi le vedremo venire fuori. Ma una partenza così ti dà consapevolezza e fiducia, 18 punti non sono pochi: ci sentiamo pronti per giocarcela fino alla fine».

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