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Passo indietro Dinamo: Trento ha più Energia, playoff meno vicini

di Antonello Palmas
Passo indietro Dinamo: Trento ha più Energia, playoff meno vicini

La squadra di casa insegue dai primi minuti. La difesa dei bianconeri e le percentuali da tre chiavi del ko

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Trento La Dinamo riassapora il gusto della sconfitta, più amaro se arrivi da tre vittorie statosferiche come quelle dei Giganti. La gara di ieri a Trento, vinta 87-76 dagli uomini di Galbiati, è sembrata un viaggio nel tempo, mica ere geologiche, ma solo di qualche settimana: brutto dirlo, ma è sembrato di rivedere la Dinamo senza fiducia, idee ed energia che aveva caratterizzato il campionato dei biancoblù. La voglia di vincere dei bianconeri, forti di una difesa di ottimo livello, della fisicità superiore e della qualità dei tiratori dall’arco ha fatto la differenza, Sassari ha pagato una certa mollezza che si sperava di non rivedere e la pessima giornata nel tiro da tre. E l’infortunio di Jefferson dopo pochi minuti (problema al piede).

L’avvio è da brividi per Sassari, perché il recuperato Grazulis e Mooney proprio dall’arco portano subito Trento sul 6-0, quindi sull’11-2, costringendo coach Markovic a fermare il tempo. Gli attacchi al ferro di Tyree (suoi i primi 4 punti) sono per ora l’unica soluzione. I Giganti continuano a soffrire (15-4), si fa male Jefferson e allora Markovic inserisce McKinnie e Cappelletti che provano a velocizzare. Ora l’Aquila deve forzare e perde palla, con McKinnie e Chara pronti a ridurre le distanze (15-9). Cappelletti con 4 punti tiene a galla Sassari, dentro anche Diop che tarda a entrare nel match contro una difesa organizzata e decisa. Non così Hubb e Forray che dal perimetro allungano sul 28-15 eludendo la zone-press di un Banco che da tre non ci azzecca.

Migliora da durezza difensiva di Sassari, Diop e Cappelletti riducono il divario, al 14’ c’è la tripla molto ben costruita di Charalampopoulos che vale il -6 (28-22). Ora è Galbiati a preoccuparsi e chiamare il minuto. Gentile va in regia (sino alla fine del quarto, Markovic lascia seduto Jefferson), torna però Grazulis, e torna qualche disattenzione difensiva che proietta Trento sul +10 (34-24). Kruslin e Cappelletti tengono a contatto Sassari, Trento ora sembra meno convinta, ma il Banco non ne approfitta e Biligha e Hubb firmano ancora il nuovo+13 (41-28, 43-32 al riposo). Serve decisamente un cambio di passo e di atteggiamento.

E l’avvio di ripresa è di quelli che illudono, concentrazione e lucidità per Sassari che con Cappelletti in regia piazza un parziale di 6-0 (43-38) e riapre tutto. Ma all’uscita dal timeout coach Galbiati trova un Niang irrefrenabile con 4 punti di fila. Biligha e Baldwin hanno un’altra fisicità sotto canestro, il secondo mette la tripla del nuovo massimo vantaggio (54-40, +14). Sassari prova a resistere (54-46), ma dura poco, i bianconeri hanno più nergia e tornano sul +14. La difesa sassarese è completamente alla mercé dei tagli dei trentini che volano sul +17 (67-50 al 30’).

Gombauld ben cercato, dopo il +15 Trento con 6 punti prova a ricucire sul -9 (70-61) così come Kruslin da tre, con un quintetto basso e Gentile play. Per gli ultimi minuti Markovic si gioca il quintetto ieri forse più affidabile (Cappelletti, Tyree, Kruslin Chara, Diop). In attacco ci si affida a Tyree, ma Trento fa un po’ ciò che vuole contro una difesa sassarese scriteriata. Diop trova il tap-in del -7 a 2’ dalla fine, c’è qualche speranza, ma i ferri colpiti da Cappelletti e Chara e la tripla di Hubb consentono a Trento di ribaltare anche la differenza canestri (+7 Banco all’andata).
 

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