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Daniele Giorico: «La Torres è motivatissima, convinta di potercela fare»

di Roberto Muretto
Daniele Giorico: «La Torres è motivatissima, convinta di potercela fare»

Dopo il ko a Benevento il calciatore suona la carica alla sua squadra

23 maggio 2024
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Sassari Alla Torres è rimasto un po’ di amaro in bocca per come è maturata la sconfitta di Benevento. Ma questo non scalfisce di una virgola l’ottimismo dei rossoblù, sempre più convinti che sabato, nella partita di ritorno, sapranno ribaltare la situazione. Su questa linea Anche Daniele Giorico, l’equilibratore dei sassaresi, il giocatore che detta i tempi.

Che cosa ha detto la partita di andata?

«Secondo me il campo ha detto che abbiamo raccolto meno di quanto seminato. Il pareggio sarebbe stato il risultato giusto. Ce la possiamo giocare. A casa nostra non è facile per nessuno. Abbiamo bisogno del sostegno dei tifosi, il loro incoraggiamento può darci una spinta in più».

Una sola disattenzione ma è stata decisiva. È stata un'incomprensione tra tre-quattro di noi. Talia è stato bravo ad approfittarne. Si è trovato davanti un’autostrada perché ognuno di noi pensava che intervenisse l’altro, troppo facile. Serviva un po' di lucidità in più. Potevamo segnare anche noi ma la qualificazione è aperta, basta vincere e abbiamo tutte le possibilità di farlo sabato sera».

La conferma che queste sfide le decidono gli episodi?

«Sono partite diverse rispetto al campionato, i dettagli fanno la differenza. Loro in questo momento hanno un leggero vantaggio, noi stiamo studiando la strategia migliore per riuscire a passare il turno». Strategia migliore per passare il turno.

Quanta convinzione c'è? «Non è scalfita da questa sconfitta. Ci portiamo dietro le certezze maturate in questa stagione. Venire a giocare a Sassari non è facile per nessuno. La nostra parola d’ordine è: dare il massimo per non avere rimpianti. Sono sicuro che lo faremo e lo stadio sarà il nostro principale alleato. Loro hanno capito che possiamo metterli in difficoltà. Lo hanno visto martedì sul campo».

C'è tanta pressione? «Direi di no. Dovremo essere bravi ora a fare in modo che gli episodi favorevoli girino dalla nostra parte. Mi spiego, dobbiamo creare sul campo le situazioni perché questo accada». La sensazione è che il Benevento sia vulnerabile se viene aggredito. «Premesso che sono i dettagli a fare la differenza, sappiamo che in gare così tirate non puoi creare dieci occasioni da gol, quindi devi essere cinico. Le qualità per fargli male le abbiamo. Basta un gol e cambia tutto, perché saranno loro a doversi scoprire. Dovremo essere tatticamente intelligenti, non andare all’assalto all’arma bianca. Sarebbe un suicidio perché loro hanno qualità e negli spazi possono colpire».

Una curiosità: che cosa vi siete detti nello spogliatoio a fine partita? «C'era un po’ di rammarico perché ci siamo resi conto che sarebbe bastato poco per ottenere un risultato positivo. Loro hanno cominciato a perdere tempo da subito, hanno avuto la sensazione che anche noi siamo forti. Ci siamo espressi bene. Il loro gol ci ha colpito e per un momento lo sconforto ha preso il sopravvento. Succede se subisci gol la prima volta che loro arrivano nella tua area, dopo che sei tu padrone del campo. In quel momento l’inerzia della gara per un po’ è passata dalla loro parte».

Il sogno continua?

«Ci mancherebbe. Continua perché la qualificazione è aperta, perché dobbiamo giocare a casa nostra. Il “Vanni Sanna” è stato ed è il nostro fortino, la nostra forza. Un appuntamento così importante ci carica tantissimo».

Il rischio è quello che la tensione sia troppa? «Non credo, anche se ammetto che non è facile gestire l’attesa sotto l’aspetto mentale. Credo che se andiamo in campo con tranquillità come abbiamo fatto a Benevento, possiamo fare una grande prestazione. Sarebbe bello regalare questa gioia ai nostri tifosi, da sempre meravigliosi».

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