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Baby Nappi va di fretta: «Un sogno? SfidareTortu»

di Gianna Zazzara
Baby Nappi va di fretta: «Un sogno? SfidareTortu»

Ha strappato al campione olimpico il record U18 nei 200 metri. «Mi ha fatto i complimenti. Il suo consiglio? Lavorare duro»

09 luglio 2024
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Sassari A 17 anni Filippo Tortu si mangiava i 200 in 20.92, un primato che ha resistito per lunghi nove anni, fino a qualche giorno fa quando a Molfetta è sceso in pista, ai campionati italiani allievi, Diego Nappi, portotorrese doc. Con una gara perfetta (velocissimo in curva e ancora di più sul rettilineo) il non ancora 17enne (li compirà il 10 agosto) ha stabilito il nuovo record italiano di categoria nei 200 metri con 20.79. E non è finita qui. Nappi aveva già stabilito il primato nazionale di categoria al coperto siglando un bel 21.52 togliendo così 10 centesimi al primato di un altro big azzurro come Andrew Howe.

Prima Howe, ora Tortu, dove vuole arrivare?

«Mi auguro lontano, molto lontano, mi aspetto tanto da me più di quanto si aspettino le persone che mi stanno intorno».

Ha strappato il record di categoria a un mostro sacro come Filippo Tortu, campione olimpico della 4x100 .

«È sempre stato il mio mito, mi rivedo nel suo stile di corsa, sarebbe bello sfidarlo».

Vi siete sentiti dopo che gli ha strappato il primato?

«È stato il primo a chiamarmi per farmi i complimenti, non me lo aspettavo».

Complimenti e poi?

«Mi ha consigliato di stare tranquillo, di prendere questo momento, per me bellissimo, come un gioco, di tenere la testa sulle spalle e di andare avanti così. Suggerimenti preziosi da un campione come lui».

Si aspettava un risultato simile? Migliore prestazione italiana Allievi e secondo tempo europeo stagionale Under 18.

«Sono reduce da un infortunio, uno stiramento alla gamba destra, e a Rieti, due settimane fa, alla mia prima uscita, mi sono dovuto accontentare di un 21.17 . Col mio allenatore abbiamo preso alcuni accorgimenti e quando sono arrivato a Molfetta ero pronto. Avevo buone sensazioni, mi aspettavo di fare bene ma non così bene. Quando ho visto il tempo, 20.79, sono rimasto sorpreso anch’io, sono veramente felice».

Ora la aspettano gli Europei Under 18, in Slovacchia dal 18 al 21 luglio. Lei è il ragazzo da battere.

«Sono pronto, prontissimo. L’obiettivo? Una medaglia, non importa il colore, basta che sia una medaglia. Gareggerò nei 200 e nella staffetta svedese, siamo un gruppo affiatato, ci aspettiamo grandi cose».

Pentito di aver lasciato il calcio per l’atletica?

«Il calcio resta una mia grande passione. Giocavo con la Turritana, ruolo portiere, poi con la pandemia e i lockdown la scuola calcio ha chiuso i battenti. L’unica soluzione per non restare sul divano era darmi all’atletica».

Per lei è stata una svolta. Allenato da Marco Trapasso, ha scoperto la sua passione, la velocità.

«Ho iniziato a gareggiare e visto che i risultati arrivavano mi sono impegnato sempre di più . Merito del mio allenatore e di tutto il gruppo dell’Atletica Porto Torres, la mia seconda famiglia».

Papà Giovanni e mamma Tania la seguono in tutte le gare.

«I miei genitori sono preparatori atletici e hanno una palestra a Porto Torres. Hanno sempre sognato un futuro nello sport per me. Mio padre, Giovanni, si occupa della mia preparazione in palestra, da quest’anno sto utilizzando i pesi per mettere su un po’ di massa».

Degli scatti se ne occupa invece il suo coach.

«Faccio quattro allenamenti a settimana, di un’ora, un’ora e 30’ ciascuno, più il lavoro in palestra con papà. Mi alleno al campo comunale di Porto Torres e devo ringraziare il Comune perché ha rifatto la pista».

Come fa a conciliare lo sport con lo studio?

«Sono iscritto al liceo scientifico-sportivo all’istituto Europa Unita, ne approfitto per ringraziare i professori, fanno di tutto per venirmi incontro».

Passioni oltre allo sport?

«La musica , mi aiuta a scaricarmi, e poi gli amici, mi liberano la testa».

Come si sta preparando per gli Europei?

«Sto già lavorando, e tanto. È l’unica filosofia che ti può portare lontano, me lo ha detto anche Filippo».
 

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