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L’intervista

Eliseo Secci: «Volley sardo in salute nonostante la rinuncia dell’Hermaea»

di Fabio Fresu
Eliseo Secci: «Volley sardo in salute nonostante la rinuncia dell’Hermaea»

Il presidente della Fipav regionale: «Numeri in crescita, recuperato quanto perso durante la pandemia»

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Sassari La rinuncia dell'Hermaea Olbia alla A2 femminile pesa come un macigno, ma la pallavolo sarda vanta dei buoni numeri, e c’è da essere certi che sopravvivrà anche a questo. «È stato un fulmine a ciel sereno – dichiara il presidente regionale della Federpallavolo Eliseo Secci – per anni la società olbiese ha rappresentato il vertice del nostro movimento. Il nostro comitato ha spinto molto con la Regione Sardegna perché il contributo alle società di Serie A venisse aumentato, come è successo e succederà per i prossimi tre anni».

Il nuovo vertice è adesso rappresentato da quattro società, Cus Cagliari e Sarlux Sarroch in A3 maschile e Capo d'Orso Palau e Alfieri Cagliari in B1 femminile, che, al di là della diversa denominazione sono tutte nelle rispettive terze serie nazionali. Con il settore femminile che al termine della prossima stagione si adeguerà a quello maschile, dando vita alla nuovissima A3. «In A3 maschile l’isola può contare su due buone squadre – commenta Secci – in campo femminile Palau sembra decisa a puntare in alto, mentre l'Alfieri avrà forse obiettivi più contenuti».

A seguire la pattuglia che prenderà parte alla prossima B2 femminile è interamente espressa dal Nord Sardegna con Garibaldi La Maddalena, Smeralda Ossi e la novità Quadrifoglio Porto Torres. In B maschile l'unica sarà rappresentata dalla matricola Vega Dolianova, chiamata a sfatare un tabù che vede le squadre isolane retrocedere dopo una sola stagione. «Il fatto che nella prossima B2 femminile ci siano solo squadre del Nord è una contingenza – spiega il presidente regionale – perché l'Alfieri ha acquistato i diritti della B1. La Quadrifoglio aveva già ottenuto la promozione l'anno scorso per poi rinunciare, evidentemente ha le risorse tecniche per stare in campo nazionale, al fianco a realtà ormai consolidate. Anche la Vega maschile è una novità, ma la situazione è figlia del fatto che le nostre società a questi livelli vanno avanti grazie a presidenti innamorati della pallavolo e dirigenti che sono volontari. E c'è una carenza preoccupante di atleti ed atlete locali – denuncia il presidente Secci – Dovremo puntare maggiormente sulla valorizzazione dei talenti che ci nascono in casa, anche a costo di vincere qualche gara in meno».

Ci si chiede se la Sardegna potrà assistere nel breve periodo a qualche manifestazione di alto livello: «Come comitato regionale abbiamo in cantiere un evento internazionale entro la fine dell'anno, ma ora non posso dire altro. E poi grazie alla Gymland, Oristano ospiterà il 25 e 26 settembre il Sardegna Volleyball Challenge, con il Fenerbahce Istanbul di Alessia Orro che affronterà il Vakifbank (altra squadra turca di Istanbul), la Uyba Busto Arsizio e la squadra greca del Panionios Nea Smyrni».

Come sono al momento i numeri della pallavolo sarda? «Molto buoni. Abbiamo 13.500 tesserati, il 75 per cento dei quali sono donne, con 165 società sparse in tutta la regione. Abbiamo recuperato integralmente quanto perso durante la pandemia covid, e registriamo anche una leggera crescita. Siamo undicesimi in Italia come attività, ma terzi considerando il rapporto fra tesserati e residenti».

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