Del Piero, la barba del nuovo corso: look più maturo e idee per il futuro della Figc
Il suo nome torna tra quelli accostati ai futuri assetti federali, mentre da Sky rilancia una riflessione severa sul ritardo del calcio italiano
Madrid Alessandro Del Piero si è preso la scena a Madrid, nella serata di Champions League, con un dettaglio che non è sfuggito né al pubblico né allo studio televisivo: la barba. L’ex numero 10 della Juventus, impegnato a bordocampo e in collegamento televisivo durante Real Madrid-Bayern Monaco, ha mostrato un volto insolito rispetto all’immagine con cui è stato a lungo associato dagli appassionati. In diretta, durante un intervento per Cbs Golazo, è stato Micah Richards a interrompere il commento per chiedergli spiegazioni sul nuovo look. Del Piero ha accolto il siparietto con il sorriso e ha spiegato di sentirsi “più maturo” con la barba. La scena, consumata in un clima leggero e disteso, ha aggiunto un elemento curioso a una notte già ricca di contenuti calcistici.
Dietro la battuta, però, resta anche un’impressione più ampia: quella di un Del Piero che, almeno nell’immagine pubblica, sembra voler accompagnare una fase diversa del proprio percorso. La serata del Bernabeu, da questo punto di vista, ha finito per rafforzare il profilo di un ex campione sempre più a suo agio nel ruolo di osservatore autorevole e figura di riferimento. Dopo il match, lo stesso Del Piero ha parlato a Sky di “sorriso triste”, definendo Real Madrid-Bayern “uno spot per il calcio” e rimarcando la distanza che oggi separa le squadre italiane da quel livello di spettacolo e competitività.
Il discorso si allarga poi al futuro. Secondo quanto riportato da Virgilio Sport, il nome di Del Piero è tra quelli indicati per il dopo-Gravina e per un possibile coinvolgimento ai vertici della federazione. Nello stesso approfondimento, il sito sottolinea come l’ex capitano bianconero venga considerato da molti una figura credibile per accompagnare un cambiamento nel calcio italiano, anche alla luce delle posizioni espresse negli ultimi giorni sulla crisi del movimento.
Intervenendo da commentatore, Del Piero ha indicato uno dei nodi centrali, sostenendo che l’Italia non possa inseguire modelli fondati soprattutto su fisicità e velocità, perché la tradizione tecnica e di talento è sempre stata la sua vera cifra. Ha poi posto l’attenzione sul percorso dei giovani, osservando che i risultati delle selezioni Under 15, Under 16 e Under 17 non trovano continuità negli anni successivi. Il problema, nella sua lettura, starebbe anche in una formazione troppo rigida, fatta di indicazioni eccessive che finirebbero per comprimere la creatività dei ragazzi. Virgilio Sport colloca queste riflessioni dentro il dibattito sul possibile riassetto federale, alimentando l’idea che Del Piero possa essere preso in considerazione per un ruolo istituzionale.
Così, la barba esibita con leggerezza davanti alle telecamere resta soltanto il dettaglio più visibile di una serata che ha raccontato qualcosa di più. Da una parte il volto nuovo, più adulto, mostrato quasi per gioco. Dall’altra un profilo che, tra analisi, credibilità e consenso trasversale, continua a essere evocato quando si parla della prossima fase del calcio italiano.
