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Polonara: «Vi spiego perché non mi sto allenando a Sassari». Ma Achi non deve giustificarsi – Che cosa è successo

di Andrea Sini
Polonara: «Vi spiego perché non mi sto allenando a Sassari». Ma Achi non deve giustificarsi – Che cosa è successo

Il giocatore della Dinamo basket, reduce da un periodo terribile segnato dalla malattia, criticato su alcuni post social: questo non è tifo ma assenza di buon senso

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«Vorrei fare un po’ di chiarezza su ciò che ho letto negli ultimi giorni sui social. Non sono a Sassari per allenarmi semplicemente per motivi di spostamenti viste le mie ultime visite mediche imminenti. Il mio obiettivo è rientrare il prima possibile. Nelle ultime settimane sono a Battipaglia e la società Avellino Basket si è messa a disposizione per farmi allenare individualmente. Forza Dinamo, tutti insieme uniti per un obiettivo importante».

Questo è il post che Achille Polonara ha scritto domenica 12 aprile sul suo profilo social. Niente di strano? Eccome. È normale che un uomo di 34 anni, un atleta di livello internazionale, un padre di famiglia che negli ultimi anni è passato attraverso un tumore, una forma gravissima di leucemia, un trapianto di midollo, una settimana di coma farmacologico e una serie infinita di guai fisici tremendi, debba giustificarsi pubblicamente perché si sta allenando in un posto anziché in un altro? Davvero Achille Polonara deve spiegare sui social il motivo per il quale si trova ad Avellino e non a Sassari, a Battipaglia (città di sua moglie) e non in Sardegna? Davvero qualcuno ha avuto lo stomaco di incolparlo di questo, imbrattando qualche profilo social? C’è qualcosa di peggio di un cortocircuito socio-culturale in questa pietosa storia. Perché se è evidente che siamo lontani anni luce dal tifo, anche la distanza dal buon senso, dall’empatia, dall’umanità appare siderale. Siamo molto più vicini a qualcosa di simile all’apertura di una cloaca. Forza Achi, ti aspettiamo presto in campo. Qualunque campo. 

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