La Nuova Sardegna

Indagini

Tragedia al galoppatoio, c’è un indagato per la morte del fantino Omar Barranca

di Valeria Gianoglio
Tragedia al galoppatoio, c’è un indagato per la morte del fantino Omar Barranca

Il mistero dei caschetti di sicurezza trovati sulla pista. Iscritto sul registro per omicidio colposo il presidente dell’associazione cavalieri

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Borore A poche ore dalla caduta da cavallo che è costata la vita a Omar Barranca, il giovane di Borore morto domenica notte dopo una esibizione equestre nel galoppatoio del paese, l’inchiesta per omicidio colposo aperta dalla Procura di Oristano registra un indagato: è Pietro Angioni, 45 anni – difeso dall’avvocata Antonella Piredda – presidente dell’associazione Inghirios cavalieri Borore che ha organizzato la corsa ippica dell’altra sera, al termine della processione di San Lussorio. Un atto dovuto, la sua iscrizione sull’apposito registro, in vista dell’autopsia che sarà eseguita oggi, martedì 14, a Lanusei.

L’inchiesta, dunque, punta a capire non solo quale sia stata la causa della morte di Omar Barranca, ma anche se, nella serata di domenica, al galoppatoio del paese siano state rispettate tutte le prescrizioni previste dalla legge nel caso di eventi all’aperto, con il coinvolgimento di animali, e la presenza di tante persone tra il pubblico e i partecipanti. Al momento, esistono già alcune certezze: la corsa dei cavalli e l’esibizione dei fantini, al termine della nuova giornata di festa dedicata a San Lussorio, erano autorizzate con tanto di ordinanza del Comune, e sul posto, dopo l’incidente e all’arrivo dei carabinieri, sono stati trovati diversi caschetti da fantino adagiati sulla pista, nei pressi del punto dove si è verificata la tragedia. Uno dei sistemi di protezione previsto dal cosiddetto decreto Abodi, che disciplina le esibizioni equestri e tutela la sicurezza di tutti. E a chi partecipa a manifestazioni con cavalli prescrive, tra gli altri passaggi, di indossare un caschetto e un corpetto protettivo.

Toccherà alle indagini, anche attraverso la visione di alcuni video girati dal pubblico domenica al galoppatoio di Borore, capire se e chi indossasse quei caschetti trovati sulla pista, o se invece qualcuno abbia commesso qualche leggerezza e domenica sera non li avesse indossati. Come al momento sembra emergere da alcune testimonianze. L’ordinanza firmata dal responsabile del settore tecnico del Comune, lo scorso 9 aprile, sul punto era stata chiara: autorizzava, infatti, «l’accompagnamento a cavallo delle bandiere e della successiva corsa tradizionale dei cavalieri in località Turru per i festeggiamenti religiosi di San Lussorio martire 2026, previa osservanza delle seguenti prescrizioni». A cominciare da una: «il rispetto delle prescrizioni dettate dal decreto dell’8 gennaio 2025, “Decreto Abodi”, con tutti gli obblighi volti alla tutela della salute e l’incolumità di cavalieri, amazzoni, cavalli e pubblico».

E non solo: la stessa ordinanza prevedeva anche che «durante l’accompagnamento delle bandiere verso la chiesa campestre di San Lussorio i cavalieri e i rispettivi cavalli si attengano obbligatoriamente al percorso descritto nelle relazioni tecniche e autorizzato», e che «è assolutamente vietato l’utilizzo di speroni a stella o comunque con punta atta a offendere o a provocare sofferenza nell’equide».

L’intera manifestazione, poi, ovvero i festeggiamenti religiosi di San Lussorio martire, e la sua appendice finale della corsa equestre, in base alle relazioni tecniche fatte pre-evento, «non presenta elevata criticità, pertanto non è necessaria la convocazione della commissione comunale di vigilanza». L’ordinanza prescriveva anche che «l’intero percorso dovrà essere costantemente vigilato dagli appartenenti all’associazione cavalieri Borore, dislocati nei tratti di maggiore pericolo, i quali saranno riconoscibili in quanto muniti di gilet o giubbino». Secondo quanto finora raccolto dagli investigatori, che hanno sentito diversi testimoni oculari, non tutti, domenica sera, avrebbero rispettato le prescrizioni e le norme di sicurezza legata alla corsa equestre.

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