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Coach Luca Vitali: «Questa stagione è una maratona e la mia Dinamo è appena partita» – L’intervista

di Antonello Palmas
Coach Luca Vitali: «Questa stagione è una maratona e la mia Dinamo è appena partita» – L’intervista

I biancoblù sono a due settimane dall’esordio in serie A2

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Sassari Due settimane al via del campionato di basket di A2 e le due gare amichevoli giocate (e per la cronaca perse) contro Brindisi dicono che la Dinamo è ancora un po' imballata e sta pagando le assenze che non consentono di lavorare bene e di capire i valori reali del gruppo che si va costruendo. «Ci danno l'idea – spiega il coach Luca Vitali – come sia questo campionato di cui noi non facciamo parte da 16 anni, quindi sono due buoni test che ci fanno capire di livello delle squadre di A2, e siamo contenti di poterlo vedere già oggi. È stato un precampionato che ci ha permesso di far giocare dei giovani, anche se abbiamo voglia di poterci finalmente iniziare ad allenare tutti insieme per prepararci all'inizio del campionato».

La situazione infermeria? «Kajami-Keane e Pisano ne avranno per un altro po', per Michele Vitali vedremo in settimana: aspettiamo il responso medico sulla botta alla mano, Riismaa dovrebbe risolvere il problema intestinale e rientrare pian piano con la squadra in settimana. Speriamo di recuperare qualcuno per l’ultimo test in programma sabato a Olbia con Omegna. Cerchiamo di compiere dei passi in avanti riguardo al nostro percorso a livello di intensità e di solidità a livello mentale». Già, perché le assenze (ci sono state anche quelle di Nze e Brooks) hanno impedito di vedere il vero volto di questa squadra. «Sicuramente la Dinamo ha un volto differente rispetto a quello visto sinora, ed è normale, proprio perché non ci siamo mai allenati né abbiamo giocato al completo. Quindi sarà una squadra che, ricordo, ha dieci giocatori nuovi e che abbiamo voglia di vedere crescere tutti insieme. È un bellissimo gruppo, sano caratterialmente, di questo sono molto contento, perché comunque hanno un'identità profonda per cui stanno bene insieme e chiaramente hanno bisogno di allenarsi insieme, di giocare insieme e questo avviene solo giornalmente, di partita in partita».

I segnali positivi? «Che abbiamo gente che comunque ha voglia di passarsi la palla, che ha grandi margini di crescita, di squadra e individualmente, tecnicamente e fisicamente» Le due sconfitte, seppure in amichevole con Brindisi, probabile avversaria per la lotta al vertice, non hanno limato un po' di certezze? «No, assolutamente. Sappiamo che è una maratona, che è un campionato lunghissimo, che comunque la pre-stagione serve a farti capire a che livello sei». Qualcosa che invece ti è piaciuta di meno, magari qualche mollezza in difesa? «Sicuramente la condizione fisica, che non è omogenea, deve crescere, ma è normale che sia così. Così come devono crescere l'amalgama del gruppo e la durezza mentale. Fa parte di un percorso, siamo solo all'inizio. Perché l’ulteriore contratto firmato con Longo? «È un ragazzo che si è fatto trovare pronto, e ha mostrato che aiuto possa darci sia in allenamento che in partita. Ha grande volontà ed essere chiamato in causa come in queste situazioni di emergenza per lui è un'ottima opportunità».

Come si deve interpretare l’uso “parsimonioso” di Brooks? «Jeff per noi è la ciliegina sulla torta, chiaramente non va usurato. Ha bisogno di ritrovare una condizione-partita perché viene da un'operazione e non giocava da sei mesi. E va ritrovata gradualmente proprio perché non è oggi che è importante, ma lo sarà durante la stagione». Quanto è condizionante l’assenza del play Kajami-Keane e quanto è diverso il sostituto Brandon Young? «Kaza è molto importante per noi, lo sappiamo. Ora la squadra cerca delle soluzioni alternative e ha bisogno di costruirle. C’è necessità di tempo, è normale che sia così. Young ha caratteristiche differenti, ma appena sceso dall'aereo ha fatto due allenamenti e ha giocato. Quindi anche lui ha bisogno di salire di condizione. Come tutti».

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