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Cuore e fisicità a tutto campo sono le armi della svolta Dinamo

di Antonello Palmas

	La soddisfazione dei giocatori della<strong> Dinamo</strong><em><strong> </strong>(foto Mauro Chessa)</em>
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La soddisfazione dei giocatori della Dinamo (foto Mauro Chessa)

Serie A2, i sassaresi sono tornati al successo contro Caserta con una ripresa ad alta intensità come chiesto dal coach Luca Vitali

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Sassari Il recupero della fiducia nei propri mezzi da parte del gruppo è, secondo il coach Luca Vitali, alla base del successo della Dinamo Banco di Sardegna sulla JuveCaserta, con la squadra sassarese che ha così ripreso la sua marcia nella serie A2 di basket dopo due prestazioni preoccupanti con Rimini e in trasferta con Ruvo di Puglia, ritornando a contatto con la zona playoff.

LA RICHIESTA  Il motivo per cui la squadra era in down sul piano di autostima lo aveva spiegato qualche giorno prima alla Nuova il presidente Stefano Sardara, ponendo l’accento sulla frustrazione legata ai tanti infortuni che non hanno consentito ai biancoblù di stare al passo con il calendario nell’acquisizione dell’amalgama, nel quale giocoforza Sassari è più indietro di tutte le altre anche per la totale rivoluzione del roster. Ma aveva anche preteso un approccio diverso da un gruppo che per esperienza e qualità deve saper affrontare le avversità in maniera più matura rispetto a quanto visto sino a quel momento. Il n.1 del club aveva chiesto una Dinamo diversa sin da subito ed è stato accontentato, e con lui un pubblico che sta ancora cercando di capire se la consistenza della Dinamo è quella promessa in estate.

LA RISPOSTA È stata positiva, perché si è vista dalle prime battute una squadra combattiva, con prestazioni individuali all’altezza del loro nome. Anche da parte di chi ultimamente stava deludendo, come Micky Vitali (tiro a parte), Diego Monaldi e un Nicolò Nobile che giocando finalmente più vicino a canestro e da centro classico ha magicamente ritrovato una sua dimensione e il sorriso, aiutato dal ritorno in auge di un vero gioco di squadra che non si limiti al tiro dal perimetro. Il rientro di Joonas Riismaa è stato poi un toccasana, Alessandro Grande si è confermato irrinunciabile. Ma tutto ciò non era sufficiente a scrollarsi di dosso una Caserta aggressiva e ben impostata, capace di punire una difesa sassarese ancora in ritardo nei close-out e distratta nell’arginare le penetrazioni. Anche perché nella prima parte del match Jeff Brooks e soprattutto un Simone Aromando sono apparsi sfasati: un problema vista l’assenza di Bryce Nze, che entra nella incredibile long list degli infortunati di questa stagione.

LA VERA SVOLTA È arrivata nella ripresa. Il capitano ha cambiato marcia ed è stato tra i trascinatori, con l’atteggiamento e con i numeri; Aromando si lasciato coinvolgere da un collettivo che stava girando e si è acceso. La difesa non ha concesso più nulla e Sassari ha ben presto scavato un gap difficile da ricucire per i campani. Ciò che ha colpito è l’impressione di maggiore freschezza fisica (con Rimini non si teneva mai il primo passo dell’avversario), che si spera legata a più a uno sblocco psicologico che a una reale condizione atletica.

RIUNIONI Luca Vitali ammette che quella precedente non è stata una settimana facile e ha spiegato come ha motivato i suoi: «Ciò che ho detto ai ragazzi è che dobbiamo avere ben chiaro da dove veniamo, qual è il nostro vissuto. Che questo è un campionato molto tosto e dobbiamo rendercene conto tutti, vedi Brindisi che è andata a perdere a Mestre dove noi avevamo vinto. Credo che i miei giocatori siano uomini che credono nel progetto e che fanno le cose con il cuore, anche se non sempre sono riusciti a dimostrarlo in campo. Abbiamo lavorato molto su questo aspetto e la risposta è stata ottima, con grande senso di responsabilità da parte di tutti. Ci siamo solo detti che non possiamo prescindere dal mettere cuore e fisicità in entrambe le fasi, beneficiando della fiducia che ho in loro, cosa che fa sentire più leggera la palla. Avete notato che, prima della gara, i giocatori si sono riuniti tutti in un angolo? È un piccolo segnale del percorso che stiamo facendo per diventare squadra. Sono step importanti, che dobbiamo essere bravi a compiere il prima possibile».

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