Stefano Fresi, gallurese al cento per cento
Il "Secco" di "Romanzo Criminale" con radici a Luogosanto continua la scalata: quest'anno due nomination ai Nastri d'Argento
Scorre sangue gallurese nelle vene del Zach Galifianakis italiano. Stefano Fresi, la versione tricolore dell'Alan di "Una notte da leoni", è per metà di Luogosanto. Il padre Antonio Piero è nato, infatti, nel cuore della Gallura, che poi ha lasciato per Roma, dove nel 1974 è nato Stefano. «Ma gran parte della mia infanzia io l'ho trascorsa a Luogosanto - racconta l'attore rivelazione del cinema italiano -. Come arrivava il bel tempo lasciavamo la capitale e ci trasferivamo in Sardegna. A Luogosanto ci sono tutti i miei cugini, i parenti. I miei nonni Pietrina e Bachisio sono seppelliti nel cimitero del paese. Adoro Luogosanto, è un borgo meraviglioso. Io ho i colori di mia madre, che è trentina, la parlata è quella della mia città, Roma, ma nel sangue sono a tutti gli effetti gallurese. E mi diverto anche a parlare il dialetto».
Nei giorni scorsi Stefano Fresi era in Gallura, a Golfo Aranci, ospite del Figari film fest. Tre giorni di relax in cui l'attore si è potuto riposare dalle fatiche dell'ultima stagione. Un'annata record che lo ha visto ottenere due nomination ai Nastri d'argento come miglior attore non protagonista per "Ogni maledetto Natale" e "La prima volta di mia figlia". Due candidature che arrivavano dopo quella ottenuta nel 2014 ai David di Donatello per "Smetto quando voglio", il film che lo ha laureato come lo Zach Galifianakis italiano. «Il cinema italiano è in forte ripresa - dice ancora Fresi -. I giovani autori di oggi non hanno smesso di usare il linguaggio che lo aveva fatto diventare grande negli anni '50 e '60. La vecchia commedia è vivissima negli occhi e nelle orecchie di queste nuove leve. E i risultati si vedono. Senza "I soliti ignoti" di Monicelli Sydney Sibilia non avrebbe mai potuto realizzare la scena della farmacia di "Smetto quando voglio". Oggi ci sono mezzi nuovi, il web su tutto, ma il vecchio linguaggio è ancora molto attuale».
Fresi ha iniziato la sua carriera come compositore e musicista, per anni ha animato i pianobar, poi la svolta nel 2005 quando Michele Placido lo ha scelto per interpretare il "Secco" in "Romanzo criminale". Da allora si è dedicato anima e corpo al cinema, da "Viva l'Italia" a "Noi e la Giulia", e alla tv, da "Un medico in famiglia" a "Ris". «I miei prossimi impegni sono quasi tutti al cinema, ma non perché disdegni la tv. Anzi. È che in questo momento le proposte migliori arrivano dal grande schermo». Fresi è atteso da due set. A fine agosto inizierà a girare il nuovo film di Max Croci al fianco di Luca Argentero, mentre in autunno lavorerà per Fausto Brizzi in un film corale con Sabrina Ferilli, Fabrizio Bentivoglio e Teo Teocoli. «E poi si vocifera di un sequel di "Smetto quando voglio". Gli sceneggiatori sono già al lavoro». E chissà che in mezzo a tanti impegni non riesca a ritagliarsi qualche giorno di relax a Luogosanto, magari alla Festa manna di settembre, dove spesso si fa vedere Geppi Cucciari, anche lei con sangue luogosantese nelle vene.
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