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Da Welles a Pakula, tutte le inchieste bollenti

Da Welles a Pakula, tutte le inchieste bollenti

Hollywood e il mito americano del giornalismo cane da guardia che azzanna il potere

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SASSARI. Washington, biblioteca del Congresso. Due uomini sono impegnati a consultare un mucchio di schede. Il fruscio dei pezzi di carta sfogliati accompagna il movimento della macchina da presa che sale sopra le teste, verso la cupola del maestoso edificio. La stupenda panoramica dall’alto è una delle immagini simbolo del film giornalistico per eccellenza: “Tutti gli uomini del presidente”. Quando si parla di questo filone, il capolavoro che Alan J. Pakula realizzò nel 1976 è il primo titolo che viene in mente. Anche perché, al di là del valore assoluto del film, racconta una delle inchieste più importanti della storia del giornalismo, quella condotta per il Washington Post da Bob Woodward (Robert Redford) e Carl Bernstein (Dustn Hoffman) che fece esplodere il caso Watergate e portò alle dimissioni di Nixon. Da un’altra angolazione la vicenda è ripresa anche in un film di Ron Howard del 2008, “Frost/Nixon - Il duello”, che si concentra sulla serie di interviste fatte dal giornalista David Frost all’ormai ex presidente degli Stati Uniti qualche anno dopo lo scandalo. Ma sono diversi gli esempi di film ispirati a giornalisti realmente esistiti o che raccontano storie inventate ma legata al mondo della stampa. Tra i primi si possono ricordare anche “Good Night, and Good Luck”, con il quale George Clooney rende omaggio all’anchorman antimaccartista Edward R. Murrow; “Urla del silenzio” di Roland Joffé, basato sui racconti del giornalista Sydney Schanberg dalla Cambogia sotto il regime dei Khmer Rossi; “Fortapàsc” di Marco Risi che ricorda il cronista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra. Come film che partono da soggetti di finzione, indimenticabili sono “La signora del venerdì” di Howard Hawks;, “Prima pagina” di Billy Wilder; “L'ultima minaccia” di Richard Brooks (con la famosa frase di Humphrey Bogart «È la stampa, bellezza! La stampa! E tu non ci puoi far niente! Niente!»). E tra gli italiani “Sbatti il mostro in pagina” di Marco Bellocchio. Infine, non si può non ricordare tra i film che hanno a che fare in qualche modo con il giornalismo uno dei capolavori del cinema tutto: “Quarto potere” di Orson Welles che raccontando la vita di Charles Foster Kane, magnate dell’editoria ispirato alla figura di William Randolph Hearst, puntava l’attenzione già all’inizio degli anni Quaranta sul rapporto tra media, ricchezza e potere politico. (f.c.)

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