Immagini dalle “Terre di confine”
Apre oggi a Solarussa il festival cinematografico diretto dal regista Paolo Zucca
CAGLIARI. Chi non ricorda Aylan, il bimbo di tre anni annegato l’anno scorso mentre con la famiglia fuggiva dalla guerra in Siria? La foto del suo corpicino riverso in una spiaggia turca fece il giro del mondo. A quell’immagine il regista Paolo Zucca si è ispirato per “Border” (Confine) il cortometraggio simbolo dell’edizione 2016 del “Terre di confine film festival”, rassegna organizzata dall’associazione Su Disterru, che quest’anno ha per sottotitolo “Grecia, il racconto della crisi”. Da oggi, sino al 20 marzo, per tre fine settimana tra Solarussa, Asuni e Narbolia proiezioni, convegni, dibattiti, ma anche mostre e laboratori per le scuole, faranno riflettere sui due grandi temi della crisi greca e dell’emigrazione. Per l’occasione saranno proiettati, alcuni in prima nazionale, i migliori lavori della cinematografia greca degli ultimi anni, scelti sia tra i film più impegnati, sia tra quelli che hanno avuto un maggior successo al botteghino.
Molti film saranno raccontati dagli stessi registi: Elena Zevepoulou, Asimina Proedrou, Margarita Manda, solo per citarne alcuni. «Da tempo nutro interesse per il cinema greco, e in particolare per i giovani registi della cosiddetta new wave greca – racconta il direttore artistico Paolo Zucca – Guardando i loro film mi sono reso conto che le produzioni degli ultimi cinque anni e il tema della crisi sono indissolubili». Via dunque a un festival che avrà molto di cui scuotere le coscienze, con un occhio anche ai lavori di registi sardi come Salvatore Mereu, Francesco Piras o Marco Antonio Pani ospitati nella sezione “Finestra sul cinema sardo”.
Si parte oggi alle 17,30 da Solarussa dove, a Casa Sanna, Salvatore Zucca terrà la lezione “Edipo Re e la tragedia greca”, cui seguirà un omaggio a Pier Paolo Pasolini con la proiezione del suo “Edipo re”. Dalle 21 al via le proiezioni dei corti dalla Grecia tra cui il documentario “Greece: days of change” di Elena Zervopoulou che sarà in sala per dialogare con il pubblico.
Domani, sempre a Solarussa, arriva una ghiotta occasione di riflessione con il convegno “Il cinema in Sardegna: regole e opportunità”, che vedrà a confronto l’assessorato regionale alla Cultura, la Fondazione Sardegna Film Commission e la commissione Cultura del Consiglio regionale.
Dall’11 al 13 marzo gli appuntamenti si spostano ad Asuni, e prendono il via con l’inaugurazione della mostra fotografica “European dream” di Alessandro Penso, fotoreporter di fama internazionale. Con alcuni corti di Mario Piredda, che incontrerà il pubblico, l’11 ad Asuni si apre anche il ciclo “Finestra sul cinema sardo”. Asuni ospiterà poi una sezione dedicata al grande regista greco Theo Angelopoulos, scomparso nel 2012, e che vedrà nell’isola il suo produttore storico, Amedeo Pagani.
La rassegna si chiude a Narbolia, dove sarà ospitata dal 18 al 20 marzo e proporrà, tra l’altro, la mostra fotografica di Francesco Piras “I protagonisti”: una carrellata degli scatti realizzati nel backstage del film di Paolo Zucca “L’arbitro”. «In una fase drammatica di spopolamento dei nostri territori con questo festival cerchiamo di lottare e di far capire che protagonisti del rilancio possono essere solo gli abitanti», dice Sandro Sarai, dell’associazione Su Disterru.
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