La Nuova Sardegna

Akinmusire e Towner, la magia del jazz

di Walter Porcedda
Akinmusire e Towner, la magia del jazz

Partenza col botto ad Alghero e a Cagliari del nuovo network musicale regionale varato dal Cedac

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Partenza col botto. Il neonato network varato da Jazz in Sardegna e Circuito multidisciplinare Cedac, con l'intento di mettere in collegamento gli spazi live isolani ha avuto un regale battesimo con l'esibizione di due stelle di prima grandezza: iniziando dal chitarrista Ralph Towner, tra i fondatori del mitico ensemble Oregon, martedì e mercoledì al Jazzino e ai primi di aprile in replica al Poco Loco di Alghero. Proprio dalla cittadina catalana è partita invece mercoledì, l'indomani a Cagliari, la mini tournée di un astro nascente come l'americano Ambrose Akinmusire che la prestigiosa rivista “Down Beat” ha incoronato miglior trombettista 2015.

Premio ampiamente meritato, ad ascoltarlo dal vivo in un inappuntabile set di oltre un’ora e trenta, leader di un quartetto popolato di emergenti. Tra tutti il batterista Rodney Green autore di un memorabile solo nella suite d'apertura, e poi il contrabbassista Harish Raghavan che, dietro le quinte, ha svolto un solido lavoro di cucitura di ritmo, e infine un creativo Sam Harris al pianoforte. Musicista di sorprendente tecnica, poco incline, tranne in alcuni sprazzi a virtuosismi, come altri giovani leoni del moderno mainstream, Akinmusire guarda con fedeltà e ossequio alla lezione dei grandi del passato come Clifford Brown, ma anche quelli recenti come Wynton Marsalis e, soprattutto Freddie Hubbard. Il set è un campionario esauriente di un repertorio ben costruito di ballad e songs intrise di nostalgia e blues. Lirico e free allo stesso tempo in un live dove la tromba di Ambrose esalta il cantato e imita la voce nei pezzi più bluesy offrendo anche spettacolari voli su alte tonalità. Il set apre con la lunghissima e avvolgente “Vartha” e conquista il pubblico con i pezzi post bop melodici come “As We Fight”, che ha fatto il paio con “Bubbles” e l'intimo “Regret no more”. La scaletta prosegue con “Trumpet Sketch” e “Diver song” , con un incedere raccolto e riflessivo dove la lezione del grande jazz viene stemperata con eleganza tra riferimenti contemporanei all’hip hop e al classico, da Chopin a Satie.

Ed è proprio l'amore e la conoscenza della musica classica, la base di una musica raffinata e di grande eleganza, come quella offerta dal chitarrista Ralph Towner, maestro che con il suo tocco leggero – alternandosi da una chitarra a dodici corde a una classica – sciorina talento in un set stellare dove il classico diventa jazz . Una musica conturbante dallo sviluppo magnetico con il chitarrista teso a mettere in risalto le sottili armonie delle canzoni. Un concerto imperdibile di alta classe: da “Prowner” a classici del songbook americano, “My Foolish Heart”. E poi “A Breath away”, “Jamaica stop”, “Solitary Woman”, “Green and golden”, “Anthem”, “Nardis” e una splendida rivisitazione di “Goodbye Pork Pie Hat” di Charlie Mingus.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative