Ustica, il mistero irrisolto dei cieli d’Italia
Domani nelle sale il film sulla tragedia del 27 giugno 1980 diretto da Renzo Martinelli con Caterina Murino tra le interpreti
SASSARI. La sera del 27 giugno del 1980 l'allerta nelle basi Nato è al massimo livello. Gli americani stanno trasferendo i loro bombardieri da attacco nucleare dall'Inghilterra al Cairo. Per questo sta volando sui cieli italiani un potente aereo da avvistamento radar. Rintraccia un intruso. Un Mig libico che si mette in coda a un Dc-9 della compagnia Itavia in volo da Bologna a Palermo. I primi ad avvicinarsi sono due caccia italiani e uno dei piloti, visto il Mig, lancia un allarme rosso. Dalla base di Decimomannu decollano quindi due F5 agressor con il compito di occuparsi dell'intruso. Ma durante lo scontro uno degli F5 dell'aviazione degli Stati Uniti urta l'aereo di linea. Muoiono tutte le 81 persone a bordo. Ecco la verità sul disastro di 36 anni fa secondo Renzo Martinelli, il regista che con un lungo lavoro di documentazione sull'enorme mole di perizie e testimonianze effettuate nel corso del tempo, ha ricostruito la vicenda nel suo nuovo film “Ustica” da domani nelle sale.
Protagonista femminile è Caterina Murino che interpreta Roberta Bellodi, una giornalista che perde in quella notte la piccola figlia Benedetta presente sul Dc-9. Un ruolo difficile. L'attrice sarda cerca di trasmettere lo strazio di una mamma di fronte al più grande dolore che un genitore possa provare. Ed è commovente vedere il suo personaggio, nella prima parte, mentre aspetta su una spiaggia che la figlia possa ritornare a nuoto da Ustica. Ma c'è anche la reazione, quella di una donna alla ricerca della verità. Tramite un'altra donna coraggiosa, l'elicotterista Valja (l'attrice Lubna Azabal) che prima ad arrivare sul posto dove si trovano i resti del Mig libico mette in dubbio la verità della ragion di Stato, incontra il deputato Corrado di Acquaformosa (l'attore Marco Leonardi, conosciuto per il ruolo in “Nuovo Cinema Paradiso” quando era un ragazzo), membro della commissione incaricata di far luce sul disastro del Dc-9. Insieme cercano di scoprire la verità, ma finiscono per rimanere invischiati in un labirinto di depistaggi, scomparsa di prove e di testimoni chiave (come Mario Alberto Dettori, di Pattada, radarista in servizio a Poggio Ballone la sera di Ustica trovato poi impiccato nel Grossetano). Una bomba nella toilet del velivolo, cedimento strutturale dell’aereo, un missile francese. Diverse le ipotesi avanzate per il disastro.
Per Martinelli, già regista di film che raccontano tragedie e casi discussi come “Vajont” (sul cedimento della diga in Friuli che provocò quasi duemila morti) e “Piazza delle Cinque lune” (sul rapimento e l'omicidio di Aldo Moro), la colpa fu invece degli americani. Cerca di dimostrarlo con questo lungometraggio che mescola la ricostruzione basata su materiale documentale alla fiction. Il film fatica però a trovare un bilanciamento realmente soddisfacente tra questi due aspetti, tra personaggi di fantasia (più o meno ricalcati su persone vere) e storie autentiche, tra fatti assodati e altri ipotizzati. Siamo un po' dalle parti della fiction televisiva, con una sceneggiatura lineare e pochi spazi alla riflessione durante la visione. I dialoghi poi a volte rischiano di perdersi in banalità e la recitazione non sempre risulta credibile anche per la scelta di doppiare alcuni interpreti. Resta il merito che può avere un film del genere nel stimolare nuovamente la discussione su un episodio con troppi punti ancora oscuri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
