La Nuova Sardegna

cagliari

“In Hoc Signo” Pittura e fede guardando il rito di Sedilo

Cavalieri dell'Ardia in un'immagine d'archivio
◗
Cavalieri dell'Ardia in un'immagine d'archivio

 La mostra dedicata all'Ardia e a San Costantino sarà aperta al pubblico fino al 7 maggio 2016, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 20 nelle sale della Fondazione di Sardegna. Salvatore da Horta

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La mostra “In Hoc Signo”, dedicata all'Ardia e a San Costantino sarà aperta al pubblico fino al 7 maggio 2016, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 20 nelle sale della Fondazione di Sardegna in via San Salvatore da Horta a Cagliari.

Gli artisti invitati a partecipare sono Luisanna Atzei, Liliana Cano, Nicola Caredda, Mariano Chelo, Lino Frongia, Anna Gardu, Giovanni Gasparro, Cesare Inzerillo, Tonino Mattu, Pino Navedoro, Antonio Nocera, Luigi Piras, Livio Scarpella e Jacopo Scassellati. Gli artisti hanno fissato nelle loro opere i momenti salienti della festa, dai volti delle donne ai cavalieri in corsa, ai fucilieri, alla folla. Fino al vero protagonista, fulcro della festa, San Costantino.

La mostra è stata voluta dalla fondazione “Pio Alferano e Virginia Ippolito” nata nel 2012 con l'intento di onorare e ricordare il generale Alferano, che ebbe un ruolo determinante al comando del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, e a sua moglie. Presidente della fondazione è Santino Carta, sedilese, anch’egli con un passato nel Nucleo di tutela dell’Arma, e cultore della sagra dedicata a Costantino imperatore. Direttore artistico della fondazione è Vittorio Sgarbi.

Il catalogo della mostra presenta un ricco apparato grafico, con le foto delle opere, e una serie di interessanti testi, tra cui un vero e proprio saggio inedito di Vittorio Sgarbi sulla figura di San Costantino e sulla sua storia nell’arte. Le schede delle opere sono a cura di Anna Lia Pintau. Di tutto rilievo le testimonianze sull’Ardia di personalità del mondo della cultura, dall’antropologo e romanziere Giulio Angioni, al pubblicitario Gavino Sanna. Gianfranco Cabiddu, Cristiana Collu, Marcello Fois, Paolo Fresu, Antonio Marras, Filippo Martinez, Maria Antonietta Mongiu, Antonhy Muroni, Salvatore Niffoi, Paolo Pillonca e Piero Marras. Protagonisti della cultura, arte, musica e comunicazione hanno raccontato il profondo legame che lega i sardi – di ogni classe e cultura– al rito antico della corsa a cavallo in onore del santo.

Il giornalista Tito Stagno ha raccontato nel suo testo, come per farsi assumere dalla Rai dei primordi inventò una telecronaca della corsa, esperienza di improvvisazione che gli tornò utile durante la diretta sullo sbarco sulla Luna. Lo stilista Marras il voto che andò a sciogliere al santuario come tanti devoti hanno fatto e ancora faranno.

Gigi Riva, mito vivente del Cagliari dello scudetto, ormai talmente sardo tra i sardi da dedicare a Sant’Antine e alla sua Ardia quattro semplici parole: «Fede. Forza. Orgoglio. Passione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Commercio

Bufera nell’ex Carrefour – gruppo Gs, il presidente attacca i dipendenti: «Il cattivo andamento è anche colpa loro»

Le nostre iniziative