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Le ombre di un’epoca di conflitto aperto

Un uomo del partito nelle file del terrorismo rosso: il nuovo libro di Vindice Lecis, «L’infiltrato» (Nutrimenti, 160 pagine, 15 euro), racconta, tra fiction e realtà, la storia di un militante che...

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Un uomo del partito nelle file del terrorismo rosso: il nuovo libro di Vindice Lecis, «L’infiltrato» (Nutrimenti, 160 pagine, 15 euro), racconta, tra fiction e realtà, la storia di un militante che il Pci avrebbe infiltrato tra i brigatisti. Durante gli Anni di piombo, il Partito comunista di Enrico Berlinguer impegnò le sua forza organizzativa per battere il terrorismo. Oltre al “lavoro di massa” alla luce del sole, il Pci operò per individuare dirigenti e militanti della lotta armata, svolgendo anche un’azione d’intelligence parallela, in contatto con gli organi dello Stato. In quegli anni Ugo Pecchioli, il “ministro degli Interni” di Berlinguer, e il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa avrebbero concordato l’infiltrazione in un gruppo di fuoco di un militante comunista, che avrebbe dovuto riferire al comandante dell’Antiterrorismo.

Nell’ «Infiltrato» Vindice Lecis ricostruisce, alternando documentazione d’archivio, ricostruzione di fatti reali e finzione narrativa, l’attività dei comunisti italiani contro il terrorismo: le azioni di intelligence, i documenti interni, le riunioni riservate, il lavoro di controllo e di denuncia nelle fabbriche. Ma ripercorre anche l’attività della galassia terroristica, mentre nel Paese cadevano decine di uomini in una delle stagioni più conflittuali della recente storia italiana.

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